IL VECCHIO MATTO.

BICICLETTA

Lui era vecchio. Era un pazzo. Ogni paese che si rispetti ha il suo vecchio matto.
I bambini gli stavano alla larga ma quando lo avvistavano da lontano non esitavano a prenderlo in giro. “Come e’ grasso!”, ” perde i pantaloni!” e giu’ a ridere.
Ogni giorno lo potevi trovare fermo davanti al negozio di tabacchi sulla strada principale intento a guardar passare le macchine, per ore e ore, parlando da solo e spesso agitando quello strano bastone di legno come fosse una canna da pesca.
Qualche volta partiva dalla sua casa, che era in una vecchia corte, con una bicicletta sgangherata piena di bandierine e campanelli. Non e’ che facesse mai male a qualcuno ma tutti facevano finta di niente nel vederlo passare, come fosse invisibile. Ecco, forse per questo aveva agghindato la sua vecchia bicicletta cosi’, forse per questo indossava sempre calzoni rossi o arancioni o di qualche colore sgargiante. Puo’ darsi sperasse che qualcuno, qualche volta, gli rivolgesse almeno un saluto.
In realta’ la gente lo notava eccome… tanto che un giorno d’estate nessuno lo vide. Il giorno seguente nemmeno. Per una settimana intera il paese risuono’ vuoto senza la presenza del suo matto.
Qualcuno comincio’ a chiedere a qualcun’altro e presto si sospetto’ fosse morto.
Quando i carabinieri gli entrarono in casa lo trovarono davvero senza vita. Con i suoi pantaloni rossi, coi suoi pochi capelli.
Lo portarono via e mentre lo caricavano sull’ambulanza, un soccorritore si accorse che in mano stringeva ancora qualcosa. Una foto vecchia di vent’anni, sgualcita e consumata, quasi impossibile distinguerci il volto di un’elegante signora.
Anche lui aveva amato, anche lui aveva pianto, anche lui aveva sognato.
E ora non era piu’ il matto del paese, ora forse era guarito.
Ecco che al funerale, anche se ci andarono in tre: il prete e i due portantini della bara, nessuno disse che era matto. E da quel giorno piu’ nessuno ne parlo’.

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Autore: Lady Nadia

Adoro leggere, scrivere, vendere i libri. Sono libraia da sempre. Prendo spunto da personaggi o fatti del quotidiano e sento l'esigenza di amplificarli e tradurli in racconti o poesie. Mi diverte, è uno sfogo e una passione.

2 thoughts on “IL VECCHIO MATTO.”

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