LA DECISIONE DI GEMMA.

CAVALLO

Gemma doveva scegliere. Lasciare il certo per l’incerto non faceva per lei. Aveva sempre avuto una vita regolare, tutto sommato anche fortunata. Ora doveva fare i conti con una decisione che le torceva il cervello cosi’ come una massaia strizza uno strofinaccio appena lavato a mano. Se avesse deciso, quasi tutto sarebbe cambiato. Da una parte sarebbe stato un ritiro in cerca della piena felicita’, dall’altro un rischio ma anche un fallimento con se stessa per non aver saputo resistere e dimostrare il suo valore. Certo, la scelta si poteva rimandare, o forse le provocava meno sofferenza dirsi che si sarebbe comunque potuta prendere piu’ avanti, anche un domani.
La sua vita intanto continuava a farla sentire legata, imprigionata, impotente, debole, senza stimolo alcuno. Apatica, non era piu’ se stessa. L’ entusiasmo che fino a poco tempo prima non le era mai mancato, si stava spegnendo esattamente come una fiamma di candela soffocata da un bicchiere capovolto. A poco a poco era rimasta senza ossigeno. Le pareva di buttare giornate intere, qualcuno ormai aveva da tempo oppresso la sua creativita’ e lei ne aveva sempre avuta tanta.
Si sentiva circondata da stranieri o da conquistatori. Isolata dentro a un bunker e fuori la guerra. Non aveva piu’ voglia di stare in prima linea a combattere. Il suo esercito si era completamente arreso, per sfinimento.
Intorno false parole e costruiti atteggiamenti.
Anni e anni ormai erano trascorsi e i miglioramenti avuti non valevano piu’ le fatiche impiegate per ottenerli.
Ore e minuti non solo trascorsi ma addirittura cancellati da un fuso orario giornaliero senza pieta’ e dal cui viaggio non si torna per poter dire che in qualche modo si siano recuperati o magari per poterlo raccontare a qualcuno.
Eppure Gemma non riusciva, davvero non riusciva, a fare la sua scelta. Ogni risveglio e ogni giornata con lo stesso chiodo fisso in testa che ai colpi di un martello penetrava nelle ossa, nella carne per poi essere rinvenuto con lo strappo di una pinza, e poi di nuovo, “pum, pum”… rieccolo. Era sfinita.
Solo una maledetta decisione, bivio di una vita, ladra di tempo e di felicita’.
Niente. Nulla. Gemma non la prese mai. O meglio decise di restare immobile. Le manco’ il coraggio. E cosi’ non pote’ mai sapere come sarebbe andata se solo, un giorno, avesse avuto la snaturata incoscienza, per una volta, una sola volta, di guardare il destino negli occhi per inforcarlo, per guidarlo con le briglie e cavalcarlo per un po’ deviandolo almeno verso una qualsiasi altra direzione.
Non pote’ pero’ neanche mai giurare che da quella bizzarra parte tutto sarebbe stato meglio.

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Autore: Lady Nadia

Adoro leggere, scrivere, vendere i libri. Sono libraia da sempre. Prendo spunto da personaggi o fatti del quotidiano e sento l'esigenza di amplificarli e tradurli in racconti o poesie. Mi diverte, è uno sfogo e una passione.

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