LA PETTEGOLA.

VIUZZA

Ogni giorno e’ lì, pronta. Ogni santo giorno.
Sembra che possa mangiare, dormire e andare in bagno proprio dietro a quella finestra. Una finestra come tante altre, posta a pianoterra di una casa che, altrimenti, potrebbe risultare persino normale.
Ma nessuno sopporta davvero più quella malefica tendina rosa con i suoi fiorellini bianchi che, in tutte le stagioni e a tutte le ore, oscilla sempre con il suo moto quasi perpetuo. Quella danza di veli accompagna sempre ogni rumore, anche il più flebile.
Sia che si tratti di un motorino acceso o come, volentieri, del chacchierio di qualche bambino o anche di un lieve “cloc cloc” di tacchi.
O ancora: dello scricchiolio di uno stenditoio su un balcone nel vicinato; oppure anche di un tonfo, che, di norma, sarebbe potuto risultare silente, magari causato dalla caduta di una busta leggera in una qualsiasi e comune cassetta della posta.
La tenda sventola e sventola, insieme all’uscio della bottega di Gino, con quel suo consueto e gracchiante “aprirsi e richiudersi”, oppure a causa di uno starnuto, o anche con una minuscola moneta che sfugge dalle mani per poi rotolare, a terra. E potrebbe bastare persino il passaggio di un uccello, o di un qualsiasi insetto che, per sbaglio, si ritrovasse a svolazzare proprio lì.
E sa danzare con l’eco delle risate, anche lontane, o con il sussurro del vento che raggiunge quella valle e, peggio, quando osa agitarne le persiane. Per finire, è in grado di farla scostare persino un cane che si ferma per fare la pipi’.
Ogni piccolo e infinitesimale rumore che un orecchio umano riesca a cogliere, riesce a fare vibrare e tutto, per intero, quel drappo che ormai appare sgualcito e smonto.
La donna che si nasconde lì dietro è anche sposata. Alfio, che è sempre lucido in testa come una palla da bowling, lascia quella casa ogni giorno feriale, all’alba. E’ sempre ben annaffiato di dopobarba e, ovvio, puntuale come due orologi svizzeri messi insieme.
Ed ecco che, non appena lui volta l’angolo, quella finestra prende vita e si apre sul mondo, diventando un tutt’uno con un’ombra inquietante e un po’ sghemba. La casa appare così come infestata da uno spaventoso fantasma.
E per fortuna, soltanto una finestra di quell’appartamento, resta affacciata sulla strada. Le altre, sul retro, restano quasi impiccate e pressoché adiacenti a una roccia che non può offre il benché minimo segnale di vita a parte la presenza di qualche marmotta al sopraggiungere della primavera.

Tutti la conoscono. Con “tutti” intendo dire proprio tutti, quegli 71 abitanti di Valmerina.
Si tratta di un piccolo borgo bene incastrato proprio sui piedi della montagna. Gli unici ignari sono quei quattro o cinque turisti sprovveduti che, nei mesi di luglio ed agosto cercano funghi. A volte, per raggiungere il bosco, omettono di svoltare prima e proseguono il sentiero.
La tremenda è dietro la sua tenda, che se la ride, sempre e molto. Pare convinta di aver potuto ereditare da Harry Potter il mantello dell’invisibilita’.
Anzi: probabilmente e’ sicura che, ad essere magica, sia proprio la sua consunta e orrenda tendina fiorata.
C’e’ chi giura di averla anche scorta intenta a reggere un cannocchiale in qualche rara occasione in cui si dimenticò una lampada accesa.
C’e’ anche chi la ritiene del tutto insonne perché nessuno ha mai potuto trovare quelle persiane completamente chiuse, almeno una volta.

E poi, puntuale, giunge la domenica, il giorno di festa.
Le campane cantano la festa, l’aria e’ diversa e la gente cammina per la via col migliore vestito. La viuzza frizza e sfavilla alle 10 come un fiume durante le piogge abbondanti che seguono a un lungo periodo di secca.
Un peccato perdersi parte dello spettacolo restando scomodamente rannicchiate sul calorifero per spento o acceso che sia e dietro un vetro opaco e una tendina rosa.
Ecco che l’uscio accanto alla finestra si spalanca nuovamente e finalmente la curiosona e’ allo scoperto a braccetto del marito, domenica dopo domenica, con gonne rigorosamente al ginocchio, giacche a righe o quadretti, pesanti o leggere a seconda della stagione e con addosso il peggiore sorriso che chiunque possa mai aver visto.
Sempre a passi lenti, tenendo ogni santa volta la testa alta e un po’ storta, quasi a testimonianza del piu’ acuto e piu’ cronico dei torcicolli, la signora Emma si dirige verso la chiesa. Saluta tutti quelli che incontra sventolando la sua mano ingioiellata a piu’ non posso. Davvero e’ convinta nel profondo dell’anima che nessuno sia giunto a conoscenza del suo unico passatempo ma categoricamente, appena si lascia qualcuno alle spalle, questi non puo’ riuscire a trattenere un grosso grasso sorriso.
Eppure in paese nessuno le vuole davvero male, in fin dei conti e’ soltanto una povera guardona e poi ognuno e’ custode dei propri segreti. Non e’ forse vero?

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Autore: Lady Nadia

Adoro leggere, scrivere, vendere i libri. Sono libraia da sempre. Prendo spunto da personaggi o fatti del quotidiano e sento l'esigenza di amplificarli e tradurli in racconti o poesie. Mi diverte, è uno sfogo e una passione.

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