ALESSIA.

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Alessia, perché non ridi più? Sei morta Alessia? Guardati allo specchio! Hai perso la tua anima.
Ti è rimasto solo un corpo pallido testimone del tempo che è passato marciando regolare e sincopato su frequenze alternate e amare malinconie. Accanto agli occhi tracce di dolori e fatiche, ai lati della bocca solchi scolpiti dalle troppe parole e qualche gioia che fu.
Meccanica staticità. Pellicola di plastica avvolta ovunque e che attutisce ogni melodia che ti impacchetta sterile e ordinata, con i capelli da un lato.
Rumori striduli, fastidi. Rabbie per ciò che non è stato o che ti hanno rubato.
Occhi scavati e talmente stanchi, incapaci di ammirare e polveri di indifferenza appiccicate ovunque, resistenti a tutti i venti anche quelli più forti.
Sei una drogata di assenzio e di solitudini.
Come hai fatto a ridurti così? Ed è questo il tuo mondo? Un ciclo di cose da fare, sempre uguali. Giornate trascorse ad aspettare sere e, quando arrivano, ormai è notte.
Indifferenza intorno e sofferenze, troppe.
Hai smesso di sognare. Hai seppellito la speranza, un giorno, a mani giunte.
Dovunque si muore. Si muore fuori o si muore dentro. Si muore prima o si muore dopo, con dolore o senza, in pace o in guerra. Ma, infine, si muore e basta.
E tu sei già morta Alessia?

Non ti tocchi più, non ti fai toccare, non ti senti più. Sei spossata dal passato.
Sei uno spettro che, perso, vaga a zonzo nel quotidiano. Invisibile fuori e ancor di più dentro.
Ti muovi tra le nebbie umide che sanno di vecchia cenere verso un’altra dimensione, vuota come te. Attendendo invano, camminando invano.

Ma… “Alessia vieni! Io ti vedo. Tu mi vedi? Riesci a sentirmi? Anch’io sono stato uno spettro. Siediti qui accanto a me.”
“La vita fa schifo!” E’ vero ma…
Dai apri gli occhi, e strappa tutta quell’orrenda pellicola. Tutta! Accartocciala bene e buttala via.
L’erba non sarà più sintetica e i suoi fiori artificiali diverranno vellutati al tatto e profumeranno.
Il tuo cielo di plexiglas, visto capovolto, somiglia a un precipizio senza fine. Per favore solleva quella testa, ti accorgerai che da qui sotto non è poi così vuoto, non fa paura e se lo troverai un po’ noioso, grigio o senza stelle, potrai colorarlo di tutte le tinte che vorrai. Non occorre essere un pittore.
Sentirai una carezza, dolce sul tuo volto. Arriverà un brivido forte sul tuo corpo. Percepirai la pioggia che prenderai in testa durante un temporale, la potenza del tuono o l’infrangersi del mare sugli scogli. Sentirai l’energia dell’universo: e sarà tua. Osserverai l’aquila, imparerai dalla volpe, contemplerai la libertà del lupo.
Poi vai, libera e sicura, cerca la tua anima che si è smarrita. Non farti ingannare, non demoralizzarti, non fermarti. Combatti i tuoi mille demoni per riprenderla. Se fosse necessario corri, graffia, grida, piangi, straziati, disperati.
Non lasciare che possa nascondersi meglio oppure ancora più lontano. Sei intelligente e sono certo che la saprai trovare! Osserva bene le tracce e non sbaglierai strada: uno sciame di lucciole, le note di una canzone, il profumo di un buon pasto o un arcobaleno, un camino che arde, un ottimo libro, uno sguardo strano, delle parole sincere. Non arrenderti mai. E una volta che sarai riuscita a ritrovarla e a trascinarla dentro di te, trova il modo di non farla più fuggire. Costruiscile una reggia dai recinti dorati, venerala, amala, adorala, incoronala, ascoltala e abbi cura di lei ogni giorno. Così anche tu, come me, smetterai di essere un fantasma.
Tornerai ad udire il tuo respiro mentre Il sole risorgerà con i suoi raggi, allontanerà le tenebre e le nebbie, ti scalderà e riuscirà anche a sciogliere il ghiaccio che hai intorno e sul tuo cuore. Un bambino ti farà sorridere, da un mare ti lascerai cullare, da una canzone ti farai commuovere, da un abbraccio ti farai rapire e una magica fiaba allieterà il tuo sonno in mondi incantati tra fate e sirene.
Non è troppo tardi Alessia: ridi, vivi e ama!
Anche nell’infinito navigare in questo male della quotidianità, in questo furbo e celato inferno, c’è sempre qualcosa di buono.
Nelle impetuose correnti delle burrasche cercami, sarò un fermo appiglio.
Quando i tuoi angeli ti reclameranno, allora e solo allora, ti lascerò andare; senza fiatare.

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Autore: Lady Nadia

Adoro leggere, scrivere, vendere i libri. Sono libraia da sempre. Prendo spunto da personaggi o fatti del quotidiano e sento l'esigenza di amplificarli e tradurli in racconti o poesie. Mi diverte, è uno sfogo e una passione.

32 thoughts on “ALESSIA.”

  1. Sono letteralmente senza fiato! E il cuore mi batte forte. “Alessia” mi ha trascinata come possono farlo le onde del mare o un vento fortissimo. Immagini belle ed evocative, un messaggio importante di speranza. E il colore delle parole! La perfezione stilistica del testo!
    Dieci e lode.

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  2. Un’immaginaria voce narrante cerca di scuotere Alessia, una donna come ce ne sono tante ingabbiate negli oscuri meandri della depressione, Tra invocazioni e sentimenti espressi la lettura è viva e palpitante come se Alessia fosse davanti a noi che le parliamo.
    Un sorriso

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  3. Rivoli arrivano sullo scrittoio: la malinconia è uno di questi. L’esistenza umana, la mente, la conoscenza, la percezione dei processi mentali attingono a un fondo oscuro, inspiegabile.
    Il pensiero nasce avvolto in una materia oscura, la tristezza, la pesantezza dell’animo, che è anche creativa, in quanto l’intelletto si misura sulla sua capacità nel superarla.

    Quando, come un coperchio, il cielo pesa greve
    schiaccia l’anima che geme nel suo eterno tedio,
    e stringendo in un unico cerchio l’orizzonte
    fa del dì una tristezza più nera della notte

    (C.Baudelaire)

    … e ci viene in soccorso la mente e il coraggio della coscienza. Ecco il colloquio diretto, empatico e risolvente.
    La coscienza, l’anima, o come si potrebbe definire empiricamente l’Angelo, quello con la A maiuscola.
    Cosa fa quest’angelo?
    Racconta la vita di Alessia. Le mette di fronte uno specchio e la descrive; la forma, l’accarezza, l’abbraccia e la converte al mondo.

    E dunque, per Alessia, si schiude la riflessione verso la massima angoscia nei confronti di un mondo da cui non si sente accettata e che, soprattutto non riesce a trasformare.
    Nella sua condizione di estranea, la voce fuori campo – la coscienza, l’anima … l’amica – le regala un tono forte ed espressivo, che comunica un male fisico oltre che psicologico; un senso di soffocante chiusura offrendole l’ultima porta chiusa … da aprire!.
    Il momento in cui il cielo è nuvoloso e anche noi sentiamo un senso di pesantezza e di timore verso ciò che è nettamente predominante e incontrollabile.
    Questo le fa comprendere che la tristezza, la sua tristezza, nell’alveo dell’esistenza e del tormento e delle sensazioni violente, aprendo quella porta, la porterà alla fuga dalle ombre per toccare una nuova luce.
    Ecco un messaggio di speranza che abilmente, fra chiaroscuri, porta a contare – per dimenticare – le lacrime sgranate di quel rosario che è il dolore della vita.

    Nel silenzio d’una notte oscura
    Alessia tace
    e qui non v’è più pace,
    ma dolor, tristezza e poi paura.

    Or carezzi quella lacrima,
    muta, ferma, triste e calda,
    sì qui tocca d’anima
    al gelo e poi riscalda.

    E tu spettro e morte,
    ferma gl’occhi,
    e che gelo non ti tocchi
    nel suo abbraccio, forte forte.

    Se la voce mia ti giunge,
    come l’ultima parola,
    anche rosa, che poi punge
    non dura più d’una notte sola.

    Alessia ascolta.
    E’ qui l’amica mano
    che racconta il mondo.
    Al tuo urlo qui rispondo:
    che ti tocchi tenerezza,
    ma il soffrir è proprio umano,
    e la parola brutta è morta.

    Al di fuori del fossato
    sentirai la mia carezza,
    ché la vita è, sì, bellezza.
    Canta, vivi e urla pure,
    che le voci durature,
    son più forti e dal passato

    sentirai e nuova vita:
    “L’amarezza è qui finita”.

    (nr)

    Superlativo, mia signora!
    Abbiate le nostre migliori cordialità

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    1. Ebbene…Oggi Milord mi prende per debolezza. Mi ha citato Baudelaire: il MIO autore preferito, l’unico che ho osato leggere in lingua ( e che riesco a capire😊) .
      In effetti gli elementi di Baudelaire c’erano… ma questa storia, correzioni a parte, è venuta di getto! Grazie mille. Onoratissima del Suo commentone nonché passaggio.

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    1. E’ piacevole per chi lo sa apprezzare. Ho clienti fantastiche! grazie della visita e della lettura. Su wordpress libri gratis!!!!😊😊😊😊 ti consiglio di fare un giretto presso tutti i nomi che vedi qui. Sono tutti bravissimi e diversi. A presto.

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  4. Un bel post, che apre alla speranza, che dà forza e possibilità di rinascita.
    Quante Alessia abbiamo conosciuto! E quante volte, anche solo un po’, siamo state Alessia! Stupenda la seconda parte, ardua ma bellissima.
    Complimentissimi all’autrice 🙂

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  5. Letto, riletto, e letto ancora. Come dice un nostro comune amico, con maggiore calma torno. Questo racconto è superlativo, superiore a quanto scrivono molti celebrati autori. C’è tutto: la disperazione, il conforto, e questo con una scrittura perfetta. Nulla da aggiungere, nulla da toglere.
    Se, tempo fa, ti nominai come mia “erede”, oggi dico: tu sei la numero uno!

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    1. Grazie, è la tua opinione e mi sforzo di accettarla e rispettarla anche se…mi pare eccessiva.😊😊😊😊😊😊😊😊😊😊😊😊😊😊😊😊😊😊😊😊😊😊😊😊😊😊

      Mi piace

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