2693 D.C. (parte 2)

incubo_di_cemento.jpg

Eva raggiunse il naviscalo. Si accomodò sull’unica panchina rimasta  libera e notò Janet, la sua vicina di casa, salire sulla navetta 121. La osservò in coda, ultima dopo altre giovani donne, salire i 4 gradini di acciaio che erano stati calati dal velivolo e varcare il portellone rotondo che immediatamente si richiuse dietro di lei con il solito insistente sbuffo di aria compressa.
“Buongiorno, buongiorno!” Tutti nello spiazzo si scambiavano dei saluti ma, in realtà, il buon giorno era una parola senza significato pronunciata esclusivamente per educazione ed abitudine. La giornata, per tutti, nessuno escluso, non sarebbe stata né buona né pessima, semplicemente sarebbe trascorsa nel solito modo.

Il mattino svuotava le abitazioni e rendeva le vie della città brulicanti di persone che, vestite di scuro, sembravano divenire lunghi serpenti neri che si trasformavano poi, nelle varie piazze, in grosse macchie che immobili attendevano le proprie navicelle dirette ai vari luoghi di lavoro. Proprio tutti possedevano un impiego, anche i più vecchi. Solo ai “Terminali” veniva revocato il diritto lavorativo poichè ricoverati nella struttura del “Sonno” che si stagliava come una grossa torre in periferia della città ed eclissava una parte di montagne di roccia all’orizzonte.
La 121 si sollevò in un fascio di luce agitando leggermente l’aria con i suoi ventoloni, scompigliando i pochi capelli di Eva che, sfuggiti dallo chignon, vibravano agitati balzando fuori dal cappellino.
Venne lasciato libero lo spazio necessario per l’atterraggio della 364 che sostava in attesa, poco più in là, roteante e silenziosamente sospesa a pochi metri da terra. Sullo sfondo un cielo più grigio del solito.
La 364 planò verticalmente e il suo portellone si dischiuse. Eva si alzò mettendosi in fila per salire sul velivolo e in seguito occupò un sedile di pelle sintetica accanto all’oblò del finestrino.

Sul velivolo quasi tutti erano intenti a giocare con i propri “Ologhraphic tablets” senza badare agli altri passeggeri, né alla vista fuori dall’oblò e nemmeno al monitor appeso sopra il corridoio dove passavano le solite immagini.
I vari schermi, posti nelle navicelle come in ogni luogo della città, mostravano ovunque soltanto sketch pubblicitari relativi a pastiglie alimentari acquistabili con i tickets elettronici ed erogati dallo Stato oppure vari tipi di tute, rigorosamente nere o grigie, per il tempo libero o per il lavoro. Venivano trasmesse anche pubblicità di snacks dolci e di materiale tecnologico di ogni tipo, oppure altrettanto spesso, documentari sulle caratteristiche tecniche dell’ultima navicella prodotta dalla “Xtream” o che descrivevano minuziosamente qualche importante scoperta innovativa in campo scientifico o medico. A volte venivano trasmesse anche immagini della inaugurazione in una nuova circoscrizione dell’ennesimo naviscalo o della realizzazione di un parco di cipressi. Queste trasmissioni venivano seguite ormai inconsciamente, in maniera passiva.

L’unico passatempo o divertimento consisteva in quel marchingegno che possedevano tutti e che faceva parte dei beni di seconda necessità ma, in realtà, era ormai divenuto indispensabile. Si acquistava con le liquidità erogate dallo Stato in cambio dello svolgimento dell’attività lavorativa e, per il suo utilizzo, era richiesta una tassa annuale.

Anche Eva estrasse il suo tablet dalla borsa che portava con sé dal quale scelse uno dei tanti giochi. Delle palline colorate si innalzarono riflesse sopra di esso ad una distanza di circa 15 centimetri dallo schermo. Lei ne avrebbe dovuto riordinare la sequenza mostrata per pochi secondi prima dell’inizio di ogni round.
Restò così impegnata per tutto il viaggio, fu distratta soltanto dal passaggio di un micro-drone che ispezionò tutto l’ambiente della navicella passando in rassegna seduta per seduta e dall’intrusione del suo vicino di viaggio che le domandò informazioni su quel giochino poiché interessato ad installarlo sul suo apparecchio.
Si narrava che l’ultimo allarme lanciato dai micro-droni risalisse al 2401, quando un ragazzo venne sorpreso ad indossare un vecchio bracciale d’oro durante un’ispezione in navetta. Un oggetto non permesso. Qualcuno vociferava fosse appartenuto ad un suo avo. In questi casi, ad essere illegale, non era in sé l’oggetto ma la causa che aveva scatenato quell’azione. Quell’uomo che intento aveva dimostrato? Voleva rendersi piacente? Voleva ricordare un affetto? Il movente, il sentimento alla base del gesto era ritenuto pericoloso e fuori legge per i Nuovi Illuminati. Per questo quell’uomo fu internato e condannato a 80 anni di reclusione nel carcere di massima sicurezza a New Berlin, attuale capitale della Nuova Società.
L’accaduto divenne una specie di leggenda metropolitana e non si seppe mai più nulla in merito.
Nonostante la civiltà ormai fosse esente da crimini grazie alla preparazione ricevuta nella Casa della Programmazione e alle modifiche genetiche pre-nascita operate sul DNA , i controlli della “Prevenzione” non furono mai diradati. I mini-droni, regolarmente, perlustravano senza tregua navette, edifici, aziende, tutti i parchi e ogni strada svariate volte al giorno.

La navetta atterrò nello spiazzo quadrato di cemento dinanzi alla ”Elios”. Una luce verde segnalava possibile l’attraversamento per raggiungere l’entrata del grande capannone di vetro, una delle poche costruzioni realizzate con un’architettura del tutto singolare in quanto doveva obbligatoriamente rispettare i requisiti per ottenere una coltivazione ottimale. La vista di quello stabile, transitando da quelle parti, risultava quasi aliena in tanto grigiore e freddezza.
Nel “Nuovo Mondo” erano ormai estinte anche quasi tutte le specie vegetali commestibili di un tempo. Era possibile coltivarvi soltanto la patata, una specie di insalata verde a foglia larga che conferiva la colorazione a compresse alimentari e bibite, una pianta violacea dal fusto amaro ma dall’essenza altamente proteica e un altro tipo di tubero dolce,arancione e tondo.

Lo sportellone trasparente della serra scivolò su un lato per consentire l’ingresso a tutto il flusso operai della 364. Mentre percorrevano il corridoio lucidissimo che conduceva al locale degli armadietti, superarono il controllo sicurezza e la scansione ottica.
La Elios occupava un centinaio di lavoranti, 8 navicelle perciò si avvicendavano mattina e sera riflettendosi nelle trasparenze del capannone.
Eva cominciò il suo turno di lavoro nel quale era vietato parlare. Uno dei valori inculcati sin da bambini dal Programma Educativo era proprio il silenzio durante lo svolgimento di un compito retribuito. Tutt’al più era possibile solo, educatamente e a bassa voce, esprimere un proprio bisogno fisiologico per chiedere una pausa per bere o recarsi in bagno.
Durante la pausa relax, era invece permesso parlare sebbene i discorsi fossero in realtà limitati a frasi brevi e banali. Attraverso un corridoio di vetro ci si spostava nel padiglione “B”, una costruzione tondeggiante, di classico cemento, adiacente alla serra.
Mentre si consumavano le pastiglie alimentari, bevendo bibite e sgranocchiando qualche volta snacks dolci, ovviamente si giocava con i propri Olographic Tablet ma poteva capitare di intrattenere delle piccole discussioni con i colleghi inerenti a qualche problema lavorativo o di confrontarsi sui risultati ottenuti nelle varie classifiche dei vari giochi o ancora, più raramente, ci si scambiava consigli sul dove recarsi ad acquistare qualcosa di utile, magari per la casa.
Quel pomeriggio Karl, in pausa, si mise a sedere proprio di fianco ad Eva su uno dei grandi tavoloni lucidi e bianchi dove erano soliti trascorrere quel tempo libero.

Karl era il tecnico delle lampade UV che, apposte sopra le coltivazioni, erano necessarie per permetterne una sana crescita. Come Eva non era ancora giunto al traguardo della “prima ristrutturazione”, aveva poco più di 40 anni, forse erano addirittura coetanei.
Sebbene Eva camminasse sempre chinata e così intenta a controllare le sue piantine una per una, passando accanto a Karl spesso le era capitato di percepire una specie di disagio. Più volte, quando Eva aveva incontrato lo sguardo di quell’uomo, non aveva potuto fare a meno di notare una strana luce accendersi dentro a quegli occhi. Una volta addirittura le sembrò che lui avesse accennato una specie di smorfia, che i lembi della sua bocca si fossero inarcati leggermente verso l’alto e che, per un secondo, i suoi occhi avessero brillato esattamente come il satellite Alpha nel cielo notturno.

Karl era intanto a mangiare uno snack dolce e non tralasciò nemmeno una volta di leccarsi la bocca tra un morso e l’altro. Mentre masticava con gusto voltò il viso verso Eva e esordì secco attento a non alzare il tono della voce:” Dovresti giocare a Love Life!”
Eva, che stava bevendo una bibita verdastra , rimase con la bottiglietta a mezz’aria e, sgranando gli occhi rispose allibita e quasi indignata: “ma… è proibito! E non è educazione parlare con la bocca piena!”
Karl voltò la testa abbassando lo sguardo e borbottando appena aggiunse deciso: “ e invece dovresti proprio unirti a noi. Non sei annoiata di tutto questo grigio, di questa vita? Lo dovresti vedere l’Antico Mondo!”
Eva, per la prima volta nella sua vita provò un lieve sentore di curiosità.
Le vicende dei Pirati Del Sistema erano state oscurate dai Nuovi Illuminati ma tutti in città, ormai avevano appreso che attraverso quel gioco era possibile visitare l’Antico Mondo e che, per potervi accedere, era necessario assumere una droga sintetica chiamata Power 7 che stimolava i sensi e alterava pericolosamente il sistema cognitivo. Aveva anche appreso che più o meno in ogni città si celava un luogo di ritrovo segreto dove era possibile accedere ai gruppi di incursione e alla tecnologia di quel sistema.

Prima che Eva potesse aggiungere altro, Karl, rapido, le spinse in una mano una specie di cubetto nero, molto pesante nonostante le dimensioni e freddo sussurrando:” Portalo stasera al vecchio acquedotto alle 21.30, non verrai tracciata. Vieni e fidati di me.”
Eva captò il leggero ronzio di un micro-drone nelle vicinanze e non poté far altro che infilarsi quel cubetto il più in fretta possibile nel tascone della sua pettorina.
Karl si alzò lentamente, educato sistemò lo sgabello sotto al tavolo e se ne andò imboccando il corridoio. Eva terminò la sua bibita pensando se accettare o meno quello strano e rivoluzionario invito.

Il resto della giornata trascorse esattamente come ogni altra. Alla solita ora il suo Smartwatch indicò che il turno di lavoro era giunto al termine.
Eva appoggiò una mano sul suo armadietto digitale, la porticina si aprì, ed estraendo la sua borsa si recò alla navetta per far ritorno al suo modulo abitativo con tutti gli altri.
Durante quel viaggio di ritorno, stranamente, non giocò con nessun videogioco. Si limitò ad osservare uno ad uno i passeggeri della navetta chiedendosi se qualcuno di loro avesse visitato l’Antico Mondo con ” Love Life”.

Annunci

Autore: Lady Nadia

Adoro leggere, scrivere, vendere i libri. Sono libraia da sempre. Prendo spunto da personaggi o fatti del quotidiano e sento l'esigenza di amplificarli e tradurli in racconti o poesie. Mi diverte, è uno sfogo e una passione.

29 thoughts on “2693 D.C. (parte 2)”

  1. Ribadiamo il concetto esposte precedentemente: ci ricorda, molto da vicino, 2022 i sopravvissuti (con Charlton Heston, Edward G. Robinson, Leigh Taylor-Young e soprattutto nel passaggio sul fatto che vestissero tutti di nero e le strutture del “trapasso”).
    C’é altro, però, veramente molto altro.
    In un clima Orwelliano state descrivendo quella società che i nostri nonni speravano di ottenere ma, che noi umani a un passo dalla robotizzazione globale, temiamo.
    L’uomo ridotto a macchina di sé stesso; ridotto ad una specie vegetale che nasce, cresce e muore.
    In effetti, mia signora, non è che ce la passiamo molto bene. Si vive proprio in questo modo, ma con una differenza:
    Tra la vita e la morte, che sono dati incontrovertibili e incontrollati, esiste quella terra di mezzo che è l’esistenza.
    Da vivere appieno.
    Ecco la vostra morale, in questa distopia che ci offrite. Si dovrà tenerne conto o il passo per diventare un “nulla infarcito di niente” sarà breve.
    Molto breve.

    L’impegno si vide e la volontà di creare un’ambientazione serena e propria, vi sta riuscendo.
    Il presente passaggio è dedicato, a quanto sembra, agli eccessivi tecnicismi di un’era post sociale.
    Onde ragion per cui, milady, dal prossimo numero attendiamo la storia delle persone così come annunciato in questo e in quello precedente.
    L’attenzione riusciste a focalizzarcela (come detto altre volte, la fantascienza è la nostra grandissima passione), carpendoci una disposizione e predisposizione alla vostra lettura, veramente viva.
    Ci piace essere stupiti e voi ci riusciste molto bene.

    Congratulazioni cordiali.

    The milorder

    PS: di buon grado inserimmo adeguato Like.

    Liked by 1 persona

    1. Carissimo Lord Ninni, grazie per la sua impagabile presenza. Ecco anche questo pezzo mi ha vista obbligata interiormente a dilungarmi un po’ in un’ulteriore descrizione dei luoghi e della situazione.
      D’altronde vorrei che questo divenisse un romanzo e quindi mi sto permettendo di prendermi del tempo per l’incipt anche se diviso in due puntate e miscelato ad un inizio di storia.
      Dalla prossima puntata si, comincerà la vera e propria trama con il focus sui personaggi e, presto, nelle prossime, dei dettagli sul governo.
      Ci sto provando e spero di avere un buon risultato.
      Grazie mille, a presto.

      Liked by 1 persona

      1. 2022: I sopravvissuti
        Questa è la scena finale dove, il grandissimo amico di Heston (non ci ricordiamo il nome) è andato alla Casa del Trapasso dove lo fanno morire con le immagini, che scorrono, del pianeta prima della sua “normalizzazione”!
        Considerando che Voi, lady Nadia, non vedeste questo capolavoro, avete dimostrato di avere della genialità “si tema”.
        Ebbe ragione lady Alessandra.
        Voi, milady, siete portata naturalmente alla fantascienza.
        (Noi siamo dei fan, quasi senza ritegno, della fantascienza sociale e appena possibile ne vediamo due, tre di fila, per poi in un secondo tempo, rivederli).

        Benvenuta nella Galassia Centrale.
        Cordiality

        Liked by 2 people

          1. Uhm, un fil anzianotto chedo sia del 1973 o 1976, non ricordo.
            Nel 2002, dopo esserci votati assolutamente alla cinefilia, iniziammo una collezione di film (sia in videocassette VHS sia in dvd, che è anche meglio) tra i più significativi della nostra era e comunque, a nostro modesto parere, signoficativi per tuttu, anche a tema.
            Ad adesso, classificati e conservati sono circa 580 (sempre tra VHS e DVD- I VHS prendono due armadi molto capienti e sono, circa 100/150). La nostra collezione, in progress, è anche tematica. Per esempio: Quando uscì il film “La Mosca”, non solo collezionamme tutte e tre le edizioni (La Mosca 1,2,3) ma mettemmo a ferro e fuoco il pianeta finquando non riuscimmo a trovare (in formato VHS) i tre film di cui erano il rifacimento: The Fly, Il dottor K, Il ritorno del dott K, con Vincent Price.
            Oppure come, per esempio, Io sono leggenda che è il rifacimento del film 1975 Occhi bianchi sulla terra, con Charton Heston.
            Tutto questo per significare che nel 2002, quando trovai in VHS 2022 I sopravvissuti, era un riversamento da pellicola Super 8 mm.
            La nostra, mia signora, è un’autentica manìa.
            Gki ultimi, per esempio, di recentissima acquisizione sono:

            Elysium
            Interstellar (semplicemente divino)
            Mad Max (La nuova versione è retta, praticamente soltanto da Charlize)
            Predestination (Veramente buono)
            Selfless (Ottima storia, poteva esser fatto meglio)
            Sin City (uno e due, il Gotha!)
            Snowpercer (Un fil rivelazione che vi suggerisco di vedere perché, con il presente romanzo, vi potrebbe suggerire “tantissime” cose)
            Sopravvissuto- The martian (La fiera delle impossibilità rese possibili, molto gradevole, ci mette di buon umore)
            Starwars, Episodio VII (Un’emerita schifezza, ma nella collezione non poteva mancare, assieme a tutti gli altri episodi)
            Transcendence (Superbo, innovativo, geniale).

            Poi ci sono altri film, ma questa è un’altra storia.
            (Crediamo che questa sia la prima volta che ci confidiamo così).
            Cordialità

            Liked by 1 persona

            1. Mamma, ma com’é che non vediamo l’ora, quando possibile, di rendere un Refuso come una Leggenda?
              Da starci male, sul serio
              (Avevamoo dimenticato, tra le ultime acquisizione – ultimi tre mesi- Total recall in tutt’e due le versioni).
              Cordiality

              Liked by 1 persona

    1. Ciao Newwhitebear, si, un mondo grigio, grigissimo. Alla prossima scopriremo “Love Life” e vedremo l’effetto che avrà sui protagonisti.
      Nelle puntate successive scopriremo altri dettagli di questo triste futuro ma probabilmente assisteremo ad un risveglio di coscienze che lo colorerà un po’.
      Grazie della tua graditissima lettura.
      Ciao.

      Liked by 2 people

    1. Amica, essendo un romanzo, qui mi voglio prendere del tempo per qualche dettaglio in più, descrivendo il futuro che tanto mi diverte.
      Sono felice che tu abbia apprezzato il lato tecnico dato che la tua lettura è professionale assai…
      E mi sta bene il paragone, credo che nelle puntate future cambierà un po’ lo stile ma non l’attenzione al particolare perchè il mio intento è con questa storia entrare io per prima in questo mondo e, se possibile, se riesce il mio intento, portarvi con me.
      Un abbraccio e buona notte. Se chiudo gli occhi vedo grigio. 5 ore per questa puntatina ed è entrata nel mio cervello per non uscirne più. Sto già pensando al seguito ed ho un mezzo quaderno zeppo di appunti.
      Ciao.

      Liked by 1 persona

  2. Siamo dalle parti di Orwell, mi sembra. Ci si chiede se è possibile sfuggire ai controlli… forse Love Life è concesso come sfogo, o forse è una trappola… chissà.
    Devo continuare a dirti che sei brava anche se lo sai benissimo? 😉

    Liked by 1 persona

  3. ci sono parecchi dettagli veramente non male ma quello che mi ha incuriosito maggiormente è lo sketch sull’inaugurazione di un parco di cipressi … molto particolare direi 🙂

    inutile dire che questi post creano dipendenza (ci tengo a consumarli con calma)

    🍀🍀🍀

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...