DELIRIO.

Voglio aprire quella porta, solo per guardare.
I suoi occhi neri e irresistibili mi attirano oltre la ragione nel desiderio del male.
E’ avvolto da lingue amaranto, agitate che sembrano disegnare per me rose rosse.
Il calore scioglie le mie membra tremanti e il sibilo del fuoco alimentato dal suo alito ansimante mi ipnotizza.
E’ una musica dannata, una danza serpeggiante.
Avanzo lenta tra fiamme plasmatiche che ingoiano i miei vestiti e che lascio fare.
Si arroventano e si consumano i miei capelli in un puzzo di combustione, gli occhi sono iniettati di sangue, pronti a scoppiare.
Vesciche e piaghe partoriscono dalla mia pelle. Le lacrime per il dolore non bastano a soffocare l’istinto e la voglia e non spengono l’eccitazione.
Barcollando mi do al fuoco nell’unione e nello scambio tra vita e morte.
Prendimi con te, violento, divampante, devastante.
Corrodo. Sono una stella.
Nello spettacolo delle scintille i miei ultimi passi.
Persino le ombre si agitano inquiete e, in un’allucinazione, Giovanna D’Arco, piangendo, mi accompagna tendendomi la mano.
Il dolore è immenso. Palpita, stride, consuma.
Mi strappa la carne viva.
Barcollando cado nelle braccia desiderate nel sacrificio, ridotta ad un cumulo di ossa fumanti e gli dono quel mio ultimo, flebile respiro che non riesce a far guizzare nemmeno la più piccola delle fiammelle.
Lui mi accoglie come una sposa sollevandomi tra le sue possenti braccia, osservando estasiato il suo prodotto, percependo tutto il male, e tutta la tentazione che esala quel residuo di speranza e quello scarto della passione.
Mi contempla da vicino, finalmente.
Mi ha preteso ed ora sono sua, incandescente eroina del desiderio.
Scompariamo insieme tra mucchi di cenere e fiamme che si ingigantiscono sottraendo alla vita.

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Autore: Lady Nadia

Adoro leggere, scrivere, vendere i libri. Sono libraia da sempre. Prendo spunto da personaggi o fatti del quotidiano e sento l'esigenza di amplificarli e tradurli in racconti o poesie. Mi diverte, è uno sfogo e una passione.

29 thoughts on “DELIRIO.”

  1. Come un raggio di luce che investe provocando ciò che, in omaggio alla filosofia platonica, si può chiamare Anamnesi, vale a dire la rievocazione di tutta la summa del sapere: “ricordai chi ero e dove mi trovavo. In un batter d’occhio, in un istante, tutto ritornò in me”.

    Una visione mistica, insomma, dove il velo dell’apparenza sembra caduto e con esso l’ostacolo che ci impedisce di vedere il mondo per come è davvero. Un’esperienza al di là del linguaggio, che da brava scrittrice proponete per trascinare, subito da quest’altra parte, un modo da rendere comunicabile la passione. Questa insonne, forsennata, maniacale scrittura e immagini si lega alla visione di migliaia “di disegni astratti in forma perfetta” che ci ricordano i quadri di Kandinskij.

    Una “bobina di memoria malfunzionante: addormentati, e in un quasi sogno, noi non siamo dove crediamo di essere “.
    Veramente notevole.
    Veramente ispirato.

    A tal proposito ci piacerebbe, proprio, leggere il parere del nostro amico Giuseppe Iannozzi: abbiamo la stessa passione per questo tipo di narrazione …
    Chissà se è in linea…

    Abbiate una serena domenica mia signora.
    Ci avete deliziato proprio, rinfrancandoci con una bellissima letteratura.
    Cordialità domenicali

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  2. Molto brava!
    Un crescendo di passione e emozioni che alla fine lasciano …un mucchio di cenere. Il guaio è che nei deliri e nella fascinazione del male tanti sono caduti e continuano a cadere e altrettanti si godono, pur a debita distanza, lo spettacolo.

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  3. Espressione di un’estasi tanto dannata quanto angelica, un po’ alla Lou Reed: fuoco che cammina con te. Sia poi sogno, immaginazione, realtà, poco importa: a volte la passione è spirito che ci consuma, al pari di belle ma tristi candele romane, spirito che non possiamo controllare. Perché dunque sapere con esattezza se questa passione è reale o invenzione? Solo chi non vive non sa che cosa è la passione né il delirio di una rimbaudiana stagione all’inferno.

    Una prosa poetica più che una semplice prosa. Molto brava, cara Nadia. E spericolata anche: di rado una donna racconta, senza falsi pudori, la passione, è dunque valore aggiunto degno di grande nota.

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    1. Beppe, davvero non ha importanza. Nella simbologia del racconto la passione=attrazione c’è.
      Per tutti è identica, per tutti. Forse non raccontata, o raccontata diversamente.

      La passione è quella forza che ci attira, strugge e consuma e ci spinge a dare il meglio di noi e ci muove dentro per costruire un qualcosa di bello.

      Che vita sarebbe altrimenti? Non posso immaginare esistenza più vuota nell’assenza di questo nobile sentimento.
      Per cui la passione, nel momento del racconto l’ho sentita, vista proprio anzi.
      E l’ho raccontata con una metafora.
      Sono però convinta si possa fare anche meglio di così.
      Ci lavorerò.
      Grazie del passaggio. Credo che in questo periodo tu sia molto impegnato.
      Ciao.

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