SE FOSSIMO…

In ogni attimo libero e da un paio d’anni Doria attendeva dei messaggi. Erano brevi lettere che Ennio era solito inviare per What’s app o tramite e-mail. Poteva essere stata una pessima giornata sul lavoro, oppure litigiosa a causa della sua unica figlia adolescente, o, ancora, magari, si trattava di uno dei tanti pomeriggi permeati da una fastidiosa pigrizia che aveva molto a che fare con la noia. Ecco: quando la assaliva una certa malinconia, e quando ogni più banale faccenda risultava faticosa e accompagnata da continui sospiri, leggendo le parole di Ennio, si percepiva risollevata, come irradiata da una luce nuova e tutta la sua vita riacquisiva una parvenza di senso.
Quel giorno era sopraggiunto un grosso temporale e spirava un vento così impetuoso da poter ribattere forte la pioggia alla finestra. “Chissà com’è che questi vetri non riescano a restare puliti per più di due giorni!”, si domandò Doria, tra sé e sé. Per un attimo credette che il violento temporale di quel pomeriggio fosse in grado di frantumarli.

Doria sognava di vivere un’esistenza diversa, intanto osservava oltre la finestra. Le piante del piccolo giardino si piegavano fino a toccare il suolo, agitavano inquiete le proprie chiome. Si immaginava cinta dall’abbraccio caldo di Ennio. Pensava a quanto avrebbe desiderato visitare insieme a lui i paesi più lontani e più belli del mondo. Ennio le narrava spesso dei suoi viaggi di lavoro e, soltanto il giorno prima, aveva dichiarato di trovarsi in Giappone.
Non lo conosceva davvero, non di persona. Sarebbe parso ridicolo a chiunque, ma, i due, non si erano mai incontrati. Più volte avevano stabilito un appuntamento, tuttavia, sempre giungeva puntuale un dannato imprevisto costringendoli a rinviare quell’anelato incontro.
Quanto avrebbe desiderato osservarlo dal vero, da vicino, poterlo sfiorare. Tutto ciò che Doria possedeva di Ennio era una sua fotografia scaricata dal Web che era solita ammirare più volte al giorno. Ne immaginava i movimenti, cercava di carpirne le probabili espressioni osservando le rughe leggere che, nella foto, esibiva sulla fronte e agli angoli della sua bocca carnosa e sorridente. Era diventato un passatempo, un’abitudine, e, con il tempo si era tramutato in una vera e propria ossessione. Doria percepiva il suo corpo divenire di colpo pesante, e carpiva il desiderio della sua anima di voler sfuggire da una quotidianità forse come tante, da una vita troppo normale, e anche vuota, ormai priva di emozioni. Avrebbe voluto volare via, trasformarsi in una rondine che, libera, inseguiva il tepore della primavera.

Doria sperava. Doria sapeva anche attendere.
Sentiva chiaro dentro di sé che, un giorno, prima o poi, l’avrebbe finalmente incontrato. Ma, d’altro canto, non intendeva affrettare gli eventi, lei confidava nel destino.

Ennio era un musicista. Aveva composto più di un centinaio di testi, molti dei quali dedicati alla sua Doria. Le aveva regalato il piacere di percepirsi di nuovo importante e ancora attraente, nonostante la consapevolezza dell’avanzare dell’età: il suo volto si era un po’ scarnito e alcuni segni del tempo lo avevano trasformato in qualcosa che faticava ad accettare; e se non fosse stato per Ennio, oservandosi allo specchio, non avrebbe mai potuto credere di poter suscitare deldesiderio o di essere amata ancora una volta.

Ennio era sdraiato su un letto scomodo in un locale spoglio e nella penombra.
Anche Ennio pensava a Doria, e pensava all’America.
Fantasticava di trovarsi a San Francisco, mentre un arcobaleno comparso sull’oceano risultava capace di legare tra loro l’acqua e la terra. Avrebbe desiderato passeggiare su quella spiaggia, mano nella mano con lei. Avrebbero poi giocato come bambini, rincorrendosi sulla battigia, si sarebbero scambiati mille baci salati e, insieme all’alta marea, sarebbe nata irrefrenabile la voglia di fare l’amore.
Con la stessa naturalezza e con la forza con cui le onde si infrangono sulla riva, le loro lunghe ombre nude si sarebbero aggrovigliate dietro uno scoglio mentre il cielo arrossiva in un indimenticabile tramonto.
Avrebbero poi cenato in un locale sulla spiaggia confrontandosi su svariati argomenti.
Sebbene Doria non fosse un granché colta, di certo era dotata di un gran senso di humor e, soprattutto, da persona intelligente, era in grado di sostenere ogni genere conversazione. Amava l’arte, le poesie, e la sua dolcezza sapeva essere davvero disarmante.

Ennio osservò le sbarre che lo avrebbero isolato da lei e dal dal mondo per altri otto anni e si commosse. Per la sua buona condotta gli era stato concesso l’utilizzo di un portatile e cominciò a scrivere, come ormai era solito fare ogni giorno.
“Cara Doria, sei tutto per me. Ti ho recato solo del male, lo so. Ora tu starai forse peggio di me. Tutto è nato come passatempo, cercavo solo un po’ di compagnia. Mi sono ritrovato in questa situazione, a volerti un gran bene. E ora ti chiedo, con un nodo in gola, di non cercarmi mai più. Se tieni davvero a me, devi ascoltarmi: non potrò raggiungerti, stringerti e baciarti.perché sono un carcerato. Uscirò da qui tra molti anni, se tutto andrà bene, e, allora, forse sarà tardi, sarò troppo vecchio.”.

Ennio si apprestò a pigiare il comando. Avvertì un sudore freddo impossessarsi della sua fronte. Si arrestò con l’indice sollevato di mezzo centimetro dal tasto di invio.
Fece un sospiro, si deiede un’asciugata al volto.

Cancellò tutto il messaggio, e ricominciò:”Cara Doria, osservando questo cielo azzurro e quella nuvola lassù…”

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Autore: Lady Nadia

Adoro leggere, scrivere, vendere i libri. Sono libraia da sempre. Prendo spunto da personaggi o fatti del quotidiano e sento l'esigenza di amplificarli e tradurli in racconti o poesie. Mi diverte, è uno sfogo e una passione.

66 pensieri riguardo “SE FOSSIMO…”

  1. Il diario: pagine piene di frasi e parole, ma anche pagine bianche ancora da scrivere.
    Ecco la vita. Un diario scritto a metà, una pagina con la penna, in bella calligrafia, scorrevole, precisa.
    L’altra, invece, a matita e pronta per essere riscritta. Ma è delicata.
    Quella pagina, la più delicata, rimane ferma e immobile. Si, certo, basterebbe una gomma.
    Già, semplice vero? Un colpo di gomma e … Ivano sparisce e le sbarre si sciolgono.
    Già, basterebbe un semplice gesto.

    Ma le sbarre ci sono!
    Una galera che ferma più di tutto, che uccide la vita e il respiro. Se fosse mai permesso ad un ergastolano di poter usare WhatsApp o un PC, saprebbe Ennio cantare quell’amore che, per tre anni ha reso roride le vite e le esistenze?
    Doria è dentro una cella grigia. È lei la prigioniera; è lei la coatta a vita.
    Prigioniera e ostaggio delle sue paure.
    Doria dovrebbe poter urlare il suo grido di aiuto al mondo e in nome del suo vero mondo, ricominciare a vivere, come sembra Ennio faccia per lei.
    Quel mondo stupendo ma, realmente vivo, proprio con Ennio.

    Una storia, un’immagine triste mia signora.
    Una di quelle immagini, forse un po’ paradossali, che però formano e fermano nell’attimo, quello sguardo, la parola, il sentimento che vale più di qualsiasi cella, o matrimonio.
    Cento liriche, milady, non sono un pensiero solitario.
    Cento liriche, nel silenzio della notte, sono la presenza compassionevole che, carezzando Doria, le ha permesso di continuare a vivere quella sua esistenza grigia.
    Fermate il mondo perché qui, oggi, in questo momento, l’amore, quello vero-dunque-sta trionfando.
    Ascoltate, oltre le siepi che delimitano l’inferno.
    Prestate orecchio e … imparate da Doria ed Ennio cosa vuol dire amare!

    Il resto è inutile!
    (Probabilmente Ennio, da San Francisco, pensa le stesse cose: strana la vita vero?)
    Siete dolcemente devastante mia signora:
    il milord ha stupito il mondo.
    Ma Voi, lady Nadia, stupiste il milord.
    e fu subito sera.

    Cordiality

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    1. No dico, ci colpiste talmente tanto che facemmo login nel nostro account compositivo per darvi un altro like.
      State vivendo un crescendo rossiniano mia signora?
      Incredibile!
      Sono già tre o quattro post che siete uno tsunami.
      Abbiate le nostre congratulazioni radiosievoli.

      The best

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    2. Non so se Ennio si possa trovare veramente a San Francisco o se davvero possa essere un’ ergastolano con la facoltà di scrivere in What’s App.
      Questo è solo ciò che avrebbe voluto scrivere a Doria. Forse una giustificazione?
      Ecco incastrato il tassello traballante di questa storia.

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  2. Con chi discutiamo? Chi c’è dall’altra parte? Chissà cosa ci immaginiamo, mentre magari l’altro è un serial killer, hai visto mai? E se lo usassimo come sfogo, non impegnandoci abbastanza a coltivare i nostri sogni nella realtà, aspettando invece che sia un sogno virtuale a venirci a prendere, a venirci a “salvare”?
    M’è piaciuto. E secondo me prima o poi lui si rivelerà, al tempo delle lettere sarebbe diverso, ora basta un momento in più di decisione ed ecco che parte la mail… Prima o poi lo farà, per farsi del male e/o per mettere alla prova Doria…
    Ogni bene!

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    1. Eccovi, dichiaratamente, nella seconda fase della terribile sindrome di Lord Ninni: ormai non sfuggirete alla malattia degenerativa.
      Nella terza fase e ultima riuscirete a refusare anche la tabellina del tre. Ma tranquillizzatevi: il cervello (o quello che ne rimane) riesce a dare un senso compiuto, comunque alla frase.

      L’uicna csoa che cntoa è che la pimra e l’utlmia ltetrea saino al psoto gusito. Ttute le atlre lrteete dlela poalra psonoso esrsee itinvtere snzea carere prleobmi alla letutra.

      Omari smio dtvatineai epsetrii!

      😀

      The Morlid

      Campagna Pubblicitaria per la salvaguardia del Refuso:
      NTR: Nessuno tocchi il refuso!

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    1. Mi scuso. Ho cancellato un commento pkco carino ed altri, in coda, che non avevano più senso senza il principale.
      Era un commento davvero fuori luogo dove qualcuno ha scritto proprio una brutta frase.
      Io gli avevo già risposto a tono ma lasciandolo avrebbe creato una discussione con altre persone
      alle quali avrei dato ragione… e ce lo saremmo trascinate qua sotto dove invece vorrei lasciare spazio a dialoghi belli e interessanti nonchè critiche (intelligenti però).
      Ciao!

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    1. Ma com’é che trascorrete il vostro tempo a lamentarvi continuamente?
      (… e questo è un’agonia, e arrivare non si può, e i caratteri troppo grandi, no adesso sono troppo piccoli e cicciccì e coccocò … )
      Fatevi una passeggiata và, sciò.
      Fuori c’é l’arietta fresca e aperta. Prendetevi un gelatino e buttatevi al fiume leggete il famoso thriller: Il silenzio delle piallate, dove il protagonista, il dott. Asdrubal Alliston, aiutava a far arrestare il famoso serial Killer Blek Macigno con i compari Doppio rhum e Salasso. Dove la famosa detective Monica Sterling, detta Clarice Sterling, riusciva a convocare Jack Sparrows per fargli dare in affidamento (in bonis) Alexandra e Nadia.
      Una così brava persona.
      Una personcina a modo.

      (Adesso basta farvi le Cannes! Le cannes fanno male, milady)

      Cordialitazioni

      The best

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      1. Ma nooooo e poi come faremmo senza di lei?
        Una enorme compagnia Milord, una valida spalla sulla quale ridere e piangere, quel suo singolare rumorino… simile a un borbottìo da caffettiera francese ( veramente raffinato) che lascerebbe posto soltanto a un bianco silenzio infinito, senza caffè e birra e ad una resa totale collettiva verso i subdoli meccanismi di questa piattaforma…
        piattaforma.
        Il caso della vita. Ho detto piattaforma!😊
        Ciao Amica!😊

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        1. Come sarebbe a dire “Come faremmo senza di lei?“…
          Beh, faremmo benissimo, no?
          Perdonateci milady, ma non vi sembra un po’ troppo eccessivo disquisire dei suoi propri “singolari rumorini“?

          😦

          Come sarebbe una “borbottìo da caffettiera francese“?
          Noi azzarderemmo, invece, per una precisa e sottolineata verosimiglianza con una pentolona di fagioli in piena ebollizione (brùbbrù, brùbbrù, brùbbrù).
          Visto? Ormai è entrata nel Guinnes dei primati (mica la birra):
          Piatta forma!

          Che delizia!

          😦

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          1. Ecco fatto.
            E il primo passo è fatto.
            Anzi, non è fatto proprio, mia signora.
            Non vorreste rimanere lì, all’ultimo piano, in modo così improduttivo, vero?
            Su su, fate il passo

            Non è difficile, portate avanti la prima zamp … ehm … piedino 😦 verso il bordo e poi … giù.
            Fateci vedere come si fa.
            Su su, voi siete brava e sapete benissima quanta pazienz … ehm … rabbia … ehm … quanta stima 😐
            nutrimmo, no?
            Dunque, milady, non deludeteci: Giù!
            E’ un attimo, dopo starete tranquilla, che tutto s’aggiusta: Lady Nadia prenderà il vostro posto, compreso opere, romanzi, favoline e pialle!

            Noi, dispiaciuti e abbattuti 😀 ci ritireremo in volontario esilio, presso il Principato di Monaco, a Montecarlo per l’esattezza, a Place du Casino.
            A testa bassa e colmi di tristezza cammineremo disperati cercando sollievo dalle stradine della città vecchia, alle gallerie del Métropole, alle Allées Lumières, o a Fontvieille.
            Poi, vuoti nell’animo, pieni di tristezza e desolatamente angosciati, ci ritireremmo alla Condamine, davanti ad un’orribile margarita in compagnia-disperata- di una non meno identificata e decisamente pochissimo piallata milady!

            Su, e fate sto passettino, và …
            Qua Montecarlo aspetta!

            😀

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                1. Come sarebbe “terribile la cipolla?”
                  Buona la cipolla, bella la cipolla. Una grassa cipolla dorata alla brace, con tante, tantissime erbette frammiste di pepe verde grossolanamente spezzato e sei chili di wurstel (quello bavaresi, binachi e crudi senza pelle) sbattuti sulla brace.
                  Una sequenza di panini, al latte, scaldati sotto una montagna di crauti.
                  E preparare, quei panini, con una compulsione felice:
                  Prima il panino, dalla brace all’odore di crauti;
                  poi un misto di crauti e cipolle che hanno sfrigolato sulla piastra e quindi due succosissimi wurstel cotti e ripassati sui crauti(che sono stati ripassati sulla piastra, insieme a qualche quadratino di speck).
                  E per concludere, la chiusura del panino, con il suo cappellino, scaldato sopra le cipolle e i crauti.
                  Una pinta (anzi due che è meglio) di birra scurissima (Guinnes andrebbe benissimo), oppure chiara oro (Beamish oppure, meglio, una Ceres Gold 9), oppure una bellissima rossa (abbiamo questi gusti in comune) torbata, direi una Adelscot (al malto di Whisky che è semplicemente divina e filtrata con la torba) oppure, meglio và, una Arrols’s Strong (splendida rossa scozzese, solo per bongustai, forte, gusto ottimo, ambrata e torbata).

                  Che bellezza, si potrebbe vivere soltanto per questi momenti e poi mandare a carte quarantotto il mondo intero.
                  Gnam

                  Buona domenica

                  (Oggi ho sospeso, unilatralmente, il Voi)

                  Buona domenica alle ladies

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              1. Evabbé: e fu subito sera.
                Mah… 😦
                Mi butto, mi lancio, la faccio finita. Tutti qua a fare un tifo da stadio con le curve piene di cartelli e roboanti manifesti…
                E lei che fa? Immobilizza, tura le bocche, usa la cipolla …
                mah

                😦

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  3. noto che hai cancellato qualche commento. Forse hai fatto bene. Ora farò commenti intelligenti. Ho pessimo cambiato nome vedi? Intelligente. E ti seguirò magari farò perdere la pazienza a qualcuno. Ciao a presto. 🙂

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      1. Ecco!
        La pluralità, così, è assicurata!
        Una voce democratica, ostinatamente presente, che si è distinta nel passato per la profondità magica, quasi merlinesca. Un augurio, mia signora, che la pluralità – pur critica – possa essere costruttiva. E visto che si parla di piccolo merlo, ovvero di Merlino, brandiremo Excalibur a difesa, comunque, del confronto leale.
        Vincere aut mori, nulli secundus sum!

        Cordialità intelligenti per intelligenti e per ladies ancora più intelligenti.

        The best milorder in the world.

        😀

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  4. La ragione, non l’unica; che rende affascinante e sostitutivo questo mondo è proprio l’assenza di verifica e quindi la sospensione di una verità comune. Anche chi dice la verità non ha la certezza della sua percezione che un incontro può dare. Anche le infelicità si attenuano, le gabbie scompaiono, emergono possibilità insperati in un dialogo che è al tempo stesso rivolto a sé e a un altro ipotetico. Non è solipsismo è una comunicazione sghemba e nuova. Tutti cerchiamo una libertà ed è una consapevolezza terribile che un SMS può attenuare. Se quel dito fosse andato sull’ invio sarebbe cominciata un’altra storia ma la paura di inizieremo qualcosa di nuovo fa preferire il vecchio insoddisfacente.
    Mi piace questo tema e ti ringrazio per averne scritto, le parole scorrono verso il cuore, la resta mettiamola da parte 🙂

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    1. Grazie per l’analisi PRECISISSIMA e veramente meticolosa. Noto che questo argomento ha smosso parecchie riflessioni.
      Bene. Mi diverte quando capita così.
      Ti auguro un ottimo week-end.
      Ciao e grazie per il passaggio.

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  5. In questo breve racconto l’amore è assediato dalla distanza da un’altra relazione che potrà finire e dall’incertezza di lui. C’è pure l”attesa e la speranza di un incontro che però non è previsto a breve.
    Un amore che sembra cercare una via di fuga un arrivo ed una nuova partenza.
    Un amore quasi impossibile su cui galleggiare come sui ricordi per una memoria futura. E tra passato e futuro resta il presente come banco di prova. Mi è piaciuto molto brava Nadia buona
    domenica.

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    1. Oh, grazie. Mi fa molto piacere. Auguro anche a te una splendida domenica. Qui diluvia.
      Una delle poche domeniche in cui non lavoro… e va be’ me ne farò una ragione.
      Forse scrivo un po’ intanto che mio figlio studia.
      Ciao Rosando.

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  6. Mi è piaciuto questo breve racconto, anche perché fa riflettere sul fatto che – benché nascondersi dietro una falsa identità è sempre un errore, tuttavia può avere a volte anche qualche aspetto positivo. Questa storia serve al condannato per sognare una vita diversa, che non potrà mai avere, è qualcosa che contribuisce a tenerlo vivo. E in fondo serve anche a lei, perché evidentemente vive in una vita che non le da molto, e anche lei è libera di sognare una vita diversa. In più, a differenza di Ennio, non può sapere che non ha speranza.
    Se ci sono aspetti negativi? Bé… una marea 😀 Molti più di quelli positivi, e più importanti. L’illusione è sempre un errore. E una speranza che… na ha speranza, è proprio un’illusione.
    http://www.wolfghost.com

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  7. Ma quanto sono rimasta indietro coi tuoi post? Un mare!
    Riservo la lettura dei capitolo di 2695 per fine mese, quando i faldoni si calmeranno.

    Storia interessante, si legge d’un fiato. L’assurdo è che tutti sappiamo quanto possano essere distruttive le illusioni e certe menzogne, ma a volte facciamo poco per evitarle perchè diventano necessarie.A cosa non è ben chiaro, ma in qualche modo aiutano. Poi apriranno voragini.

    Felice sera, ciao
    Marirò

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