(V.M.) IL BALCONE.

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Si sconsiglia la lettura ai minori di anni 18.

Nei pomeriggi estivi, liberi da impegni e non particolarmente afosi, Melania ama stendersi in balcone al sole per qualche ora. Oggi il cielo è terso dopo il temporale di ieri e persiste una leggera brezza piacevole e frizzante che pare accarezzarle tutto il corpo.
Si è da poco trasferita in quell’appartamento di una palazzina in periferia, preferendolo ad altri proprio grazie a quella terrazza assolata e grande che sovrasta i garage, attorniata da sottili ringhiere lavorate in ferro battuto e con una splendida vista sul verde di campi coltivati e colline.
Sebbene Melania non si sia mai impegnata in una relazione tradizionale definendosi con convinzione una single, a volte come ora, la assale una voglia di sesso improvvisa, impertinente.
Probabilmente complici quell’aria tiepida od il pensiero dell’avvicinarsi delle meritate vacanze, chissà…
Così sposta con grazia il suo slip e si porta una mano là , delicatamente. La trova ancora assopita e la risveglia con dolcezza poi, aumentandone gradualmente la velocità , la massaggia con più vigore, con due dita soltanto, con movimenti circolari ricercando e stuzzicandone il punto vitale che percepisce istantaneamente divenire più umido e pulsante.
Il cinguettio degli uccellini nelle vicinanze è presto zittito dal rombo di una moto che segna l’arrivo del vicino di casa, Mario: un bel ragazzotto dai lunghi capelli biondi e dalle maniere gentili che Melania aveva già incrociato ed osservato altre volte, forse troppo distrattamente.
La donna quindi non accenna alcun timore, continua a masturbarsi mentre quel giovane smonta dalla sua Harley. Indossa una canotta nera con frange e dei jeans chiari che risaltano le sue forme non perfette ma decisamente sexy.
Lui fruga nel portaoggetti in pelle appeso al manubrio in cerca delle chiavi del box. Le afferra e sollevando la serranda esibisce due bicipiti ben fatti.
Mentre sta per risalire sul suo mezzo riaccendendolo, solleva lo sguardo, per caso, forse captando un inconsueto movimento: Melania.
L’intimità di quel momento è stata scoperta e ormai infranta. La donna viene travolta da un’ondata di timidezza che si trasforma presto in bruciante passione. Dopotutto un uomo è ciò che stava desiderando, per di più il suo vicino non pare poi male, così Melania abbozza mezzo sorriso sgranando i suoi occhi grandi e azzurri simulando un’espressione innocente ma senza sospendere il suo passatempo.
Per timore o educazione Mario si volta verso il garage e, cercando di mantenere l’autocontrollo, si appresta a parcheggiare la moto fingendo di non essersi accorto di lei.
Melania lo stuzzica con un “Ehi!” malizioso e salutandolo sfacciata con un breve cenno della mano.
Il suo volto arrossato ricompare presto sotto il balcone. E’ serio, acceso, forse impaziente.
Melania si lascia completamente andare sulla sdraio, socchiude gli occhi, continua come indisturbata e si eccita al pensiero di essere desiderata ed osservata.
Inarca la schiena, trattiene e rilascia i muscoli vaginali per amplificare le sue sensazioni. Emette dei gemiti istintivi, lunghi, mugugnando sofferente.
Lui è impalato, con la testa alzata e il collo tirato a sbirciare tra quelle sbarre di ferro battuto.
Melania con grazia si sfila lo slip e con l’altra mano sposta il sottile triangolo del costumino lasciandone fuoriuscire un seno ma soltanto per qualche istante. Lo carezza, lo impugna. Poi, scendendo dalla sdraio si accovaccia a quattro zampe sul pavimento del balcone rimostrando a tutto tondo la prospettiva posteriore.
Con grande sgomento, tornando supina e ricercando una conferma, nota che Mario non è più accanto alla moto che invece è rimasta lì sola, incustodita, luccicante e quasi incandescente sotto quel sole di luglio.
Mai prima d’ora aveva ricevuto un rifiuto, mai aveva dovuto interrompere un giochino dei suoi sul più bello! “Che ragazzone maleducato, che insolente!” Pensa risentita.
Cerca di consolarsi realizzando che c’è sempre una prima volta, per ogni cosa, e con un po’ di amaro in bocca ricomincia a toccarsi avida tornando a sdraiarsi un po’ stizzita sulla sdraio.
Nulla le potrà impedire di raggiungere quell’agognato orgasmo.
Ma il suono del campanello la fa trasalire sebbene in balcone giunga attutito. “ Che sia Mario?” Pensa eccitata.
In una frazione di secondo molte emozioni contrastanti le si avvicendano nel cervello. Da una parte la voglia che ormai la possiede, dall’altra una specie di “etica” che pare volerle evitare un rapporto intimo con il suo vicino di casa. Melania si rende improvvisamente conto che sarebbe meglio praticare del sesso con dei perfetti sconosciuti, non esisterebbe così la seccatura di ritrovarsi qualcuno sul pianerottolo il giorno dopo in contemplazione con un sorriso dei più scemi stampato sul suo bel faccione.
Ma il bisogno di essere posseduta e subito ha la meglio e rientrando in casa si precipita alla porta di entrata sperando proprio sia lui.
“Chi è?” Domanda veramente curiosa.
“E me lo chiedi?” Risponde una voce grave rimbombando dal di là della porta.
Melania gira nuda e tremolante la chiave nella toppa domandandosi ancora se sia la cosa giusta da fare.
Mario la investe in un rigido e forte abbraccio e Melania smette subito di pensare percependo il bel membro già gonfio appoggiare duro alla sua vulva. Questo le basta per decidersi.
Con ingordigia slaccia i bottoni della patta e gli toglie rapidamente i jeans mentre la porta si richiude alle loro spalle.
Il pene di quell’uomo sembra indicare naturalmente la direzione che freme imboccare.
Il ragazzotto pare imbizzarrito e la spinge con prepotenza al muro di casa sua: un quadro alla parete quasi trema.
Sollevandole una gamba e tenendola ripiegata addosso a sé la penetra in quella posizione. Ogni colpo giunge a fondo grazie alla durezza del muro alle sue spalle che Melania percepisce freddo e ruvido.
Mario sussurra senza sentimento:” Ti avevo già notata! Volevo scopare con te!”
“Fai pure, oggi sono tua!” Risponde sincopata Melania.
Con ardore, afferrandola per un braccio, il ragazzotto le fa capire che la desidera sdraiare sul pavimento.
Melania obbedisce, lui la sovrasta con il suo fisico mediocre, un bel fondoschiena ma i fianchi un po’ appuntiti.
E’ giovane, non sa aspettare né donare con parsimonia, è un po’ meccanico col suo dentro e fuori, abbastanza egoista. Lei si ritrae.
“Cosa c’è? Non vuoi più adesso?” Le domanda sull’indispettito.
“A modo mio o niente!” Intima lei.
“Va bene, va bene… fa come vuoi tu, basta che continuiamo!” mendica.
“Seguimi!” Gli ordina divertita.
Lo conduce in cucina e, allargandogli una sedia, lo accomoda con una spintarella. Sparisce qualche secondo e torna con due lunghe sciarpe di cotone con le quali gli lega braccia e piedi immobilizzandolo con nodi decisi. Lui lascia fare in visibile estasi .
Ora, seduta su di lui, lo cavalca esattamente come se fosse una motocicletta, afferrandolo per le spalle. Lui giace impotente e appagato.
Melania si volta ora dalla parte opposta, gli massaggia il membro tra le natiche, poi, rigirandosi e inginocchiandosi davanti a lui, a terra, succhia il suo bel dolcetto percependone anche un buon odore delicato.
Questo la incita a proseguire. Divarica le gambe, resta in piedi davanti a lui. Come un cane affamato lui scuote e alza la testa la testa per leccarle i seni, lei ne afferra uno tra le mani e glielo porge in bocca, come fosse un ciuccio.
Lui fa quello che può, ma comunque abbastanza.
Ora lei lo monta a cavalcioni e lo infila di nuovo, bello e sodo su per le cosce dentro al paradiso.
Ogni due o tre balzi si solleva sfilandolo per gioco e sfregandosi un po’, con calma, poi lo pretende di nuovo.
Il piacere è al massimo, entrambi si godono l’improvvisata festicciola.
Melania continua qualche minuto poi lo slega delicatamente.
Lui le si scaglia addosso spingendola al tavolo della cucina.
Lei lo fa felice sedendosi proprio all’orlo e divaricando il più possibile le gambe.
Mario ha capito, sta andando più lento, infila piano ma davvero infondo quel suo meraviglioso strumento che sembra farla stridere come un violino durante la sua migliore esecuzione.
I due si fondono, incrociano lo sguardo e si baciano a bocche aperte, con le lingue turgide e sospese nel vuoto, leccandosi con piacere reciproco ed estremo.
Quella sua verga è grossa e spessa, la trafigge. Melania ulula e geme ad ogni spinta che è divenuta precisa e ferma.

E’ finita.
Lui si riveste, Melania ancora nuda e calda lo accompagna alla porta salutandolo con la cortesia che si riserva ad un normale vicino di casa.
Si dirige alla macchinetta del caffè e si gusta il suo espresso e una sigaretta a larghe boccate.

(the end)
Black Lady.

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Autore: Lady Nadia

Adoro leggere, scrivere, vendere i libri. Sono libraia da sempre. Prendo spunto da personaggi o fatti del quotidiano e sento l'esigenza di amplificarli e tradurli in racconti o poesie. Mi diverte, è uno sfogo e una passione.

31 thoughts on “(V.M.) IL BALCONE.”

    1. Ah, ecco! Contenta che questo, finalmente, sia di tuo gradimento.
      ( benché contenesse alcune brutte ripetizioni che ho provveduto a correggere… anche la grammatica è importante no?😊😊😊)
      Ciao!

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      1. Sì, questo l’ho trovato piacevole perché pieno di un contenuto erotico vivace, non mi piacciono i racconti erotici drammatici o violenti.
        Ho una unica notazione per te che penso sia un verbo da correggere scappato per assonanza. Penso che la sedia volesse essere allungata non allargata (posso capire la motivazione del lapsus 😉 )

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  1. Stilisticamente molto bello, di dubbia moralità. E’ anche vero, però, che le donne hanno gli stessi diritti degli uomini, sebbene ciò che per un maschio è “figo” per una femmina diventa “troiaggine” (chiedo scusa per il francesismo.
    Splendidamente ironico, all’inizio, il passo bucolico.
    Ho apprezzato molto, ora, mia cara Black Lady, vado a stendermi sul balcone 🙂

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    1. Alessandra, non dobbiamo cercare la moralità in un racconto erotico. Io questa volta ho un parere diverso dal tuo, non è lo stile qui il punto di forza ma il contenuto che è decisamente eccitante, quindi coinvolgente, che è quello che si chiede ad un racconto.
      Io allora vado a prendere la moto. 😉

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  2. molto ben fatto. Leggendolo sembra di essere al cinema assistendo, come dei guardoni, alle evoluzioni di Melania e Mario.
    Ottimo e intenso questo post. Forse è il migliore, al momento, della serie. Di certo sarai in grado di superarti nel futuro.

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