(V.M.) LA FESTA IN MASCHERA. (terza ed ultima parte.)

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Si sconsiglia la lettura ai minori di anni 18.

Percorriamo le scale e giungiamo al primo piano della villa. La musica ci giunge ancora più attutita in lontananza e odo ancora più chiari cigolii come di letti, respiri, risate soffocate, gemiti e, di tanto in tanto anche qualche parolaccia.
Mi assale una voglia intensa, devo godere anch’io e subito.
Presumo di essere giunta a destinazione quando il mio accompagnatore, appoggiando il gomito su una maniglia di ottone, spalanca uno di quegli usci sgattaiolandoci dentro.
La sento già pulsare, lo seguiamo nella stanza.
Non è una camera da letto bensì uno studio.
Noto una scrivania di legno scuro attorno alla quale sono poste delle solide sedie d’ufficio.
Un divanetto di pelle nera appoggia al muro, una grande stampa di Mirò è affissa alla parete. Sul lato opposto della stanza si apre un finestrone, probabilmente godrà di un’ottima vista sulla campagna ma, come gli atri, è rigorosamente chiuso e parzialmente coperto da due tendoni di pizzo bianchi che ondeggiano leggeri ad ogni nostro movimento, forse anche ad ogni respiro.

“Spogliati!” Mi ordina.
E’ giunto il momento di agire. Chissà se si innamorerà perdutamente di me? Lo distruggerò.
Lo contemplo mentre si fruga nella tasca, impugna un accendino e lo avvicina alla grossa candela che poi appoggia sul tavolone. Finalmente permette ai suoi pantaloni di ricadergli sulle cosce, ha un bel sedere. Lo osservo mentre si china per levarsi una scarpa, poi l’altra accostandole ordinate poco più in là ed infine si sfila anche i pantaloni di velluto. Io fatico un po’ ad abbassare la cerniera del mio vestitino di pelle, forse si è bloccata. La donna che è con noi sorride sotto la sua mascherina di gatta. Mi avvicina, le dà due colpetti secchi e riesce a farla scendere. Mi allarga il vestito lentamente, partendo dalle spalle liberandomi il seno sodo avvolto da un sottile reggiseno a balconcino che lascia scoperti i capezzoli. Con grazia fa scivolare l’indumento accompagnandolo lentamente verso il basso, accucciandosi mentre lo fa scivolare fuori dai miei piedi. Io ferma le permetto di fare anche quando le sue mani tornano sulle mie natiche carezzandomi leggere. Gli uomini osservano a pochi passi da noi con un’espressione compiaciuta. Anzi, il mio compagno di giochi si è seduto ormai nudo su una sedia davanti alla scrivania e mi lancia diverse occhiate di approvazione.
Chiunque sia stato con me ha sempre dimostrato piacere nell’osservare il mio corpo anche se pallido e minuto.
La donna mi aiuta a sfilare anche le mutandine nere e mi massaggia ancora. Ora le sue mani sono sui miei fianchi e poi sul mio sesso che penetra senza esitazione con un dito, mi bacia, ricambio divertita.
Mi sorprende con una spintarella inaspettata. Cado all’indietro sprofondando nel divanetto e, di istinto, mi si siede accanto.
Sebbene mi sia concessa raramente dei rapporti lesbo, in questo momento la percepisco quasi come un’esigenza. Mi basta essere soddisfatta e a qualunque condizione. Provo anche un po’ di curiosità, vorrei decifrare i tratti del suo volto anche se è lampante che sia proprio una bella donna, giovane e soda.
Ora ricambio le sue premure, tocca a me liberarla dal suo abbigliamento stretch. Noto che ha un seno più abbondante del mio, inoltre sembra del tutto naturale. Le sue tette sono già libere e irrequiete si spingono addosso a me con tutta la loro avidità.
Gli uomini ci raggiungono e ci ritroviamo davanti al viso i loro pronti membri. Non ci resta che accontentarli, li lavoriamo un po’ scambiandoci.
Sento penetrarmi, forse altre due dita. Sebbene sia solo una piccola cosa sono già su di giri, cerco di ondeggiare a mio piacimento per godere meglio e nel punto giusto anche se non mi è più chiaro a chi appartengano, la visuale è coperta da un grosso pene ed io sono impegnata a leccarlo e a succhiarlo dando il meglio di me stessa.
Questa situazione mi sta intrigando parecchio. In passato ho già partecipato ad alcune orge, ma davvero raramente. Eppure, stavolta, mi sento davvero a mio agio. Sicuramente tutto il contesto ha giocato a mio favore, inoltre con queste persone percepisco una certa affinità e devo ammettere che questi travestimenti riescono a garantire la giusta privacy.
Mi lascio andare alla lussuria. Ho mani ovunque. Non capisco più niente, penso soltanto a dare e ricevere piacere. Stringo, carezzo, accolgo, invito.

Mi ritrovo accanto senza accorgermene altri due uomini che impugnano delle corde arrotolate e spesse.
Il mio predatore gli ordina secco:” dai, legatele ben strette.”
Io mi sento quasi mancare, adoro subire.
“Ma che belle donne!” esclama il nuovo arrivato mentre provvede a slacciare con delle buone maniere il mio reggiseno. Lo osservo roteare, in volo e ricadere su un piccolo tavolino tondo che prima non avevo nemmeno notato. La mia bocca ora è libera ciononostante ansimo e respiro ancora a fatica. Obbedisce all’ordine impartito costringendomi le braccia dietro alla schiena e sento dolore mentre mi lega i polsi molto stretti tra loro.
Mi afferra anche le gambe, stendendole, e provvede presto a fasciarmi anche i piedi. Lascio che la mia schiena sprofondi nello schienale fresco, scivolo un po’ col sedere mentre il tizio, finito il suo lavoro, comincia a leccarmi di gusto i capezzoli ed il seno, lo stomaco, la pancia e scendendo perpendicolare all’ombelico lo ritrovo goloso sul mio frutto palpitante. La sua lingua è diabolica. Godo da morire.
Anche l’altra donna è stata immobilizzata, ormai formiamo tutti una specie di mucchio ed io, benché sia con gli occhi aperti, non distinguo più né sagome né voci.
Qualcuno improvvisamente mi trascina giù dal divano, mi volta poi con forza e decisione in modo che i cuscini della seduta mi fungano da sostegno per il petto, la mia faccia vi sprofonda totalmente anche se mi pare di essere aiutata da un’altra persona a restare in quella posizione.
Mi penetrano da dietro, con violenza, svariate volte. MI piace. un uomo è inginocchiato dietro di me e si aiuta a dare colpi precisi aggrappandosi a un bracciolo del divano.
Continua giusto qualche minuto, poi smette.
Una benda, con mia enorme gioia, mi viene legata ben stretta sopra la maschera. La mia attenzione ora è rivolta ai rumori. Mi eccito nel sentire mugugnare senza tregua la mia compagna di avventura.
Senza poter vedere mi è più facile concentrarmi sulle sensazioni. Ogni cosa è amplificata.
Delle mani forti mi trainano, mi sollevano, mi girano. Finisco per trovarmi distesa sul tavolo, le braccia sotto la schiena che mi fanno abbastanza male a contatto della sua superficie rigida.
Delle mani frenetiche grattano sul mio sesso. Credo che mi stiano scopando un po’ tutti. Davanti e dietro. Mi afferrano le tette, nel contempo mi impegnano la bocca, girata da un lato sento la pancia piena, piena da stare quasi male. Grido, emetto versi spontanei, forti. Ho un orgasmo potentissimo, il mio piacere è al massimo. Credo che più di così non si possa arrivare. Ho un vuoto nello stomaco, il sangue mi circola veloce, i battiti del cuore sembrano mancare.

Qualcosa ora mi brucia la pelle, stanno colando sul mio corpo la cera mentre gli amplessi proseguono indisturbati, il dolore delle ossa e quello delle bruciature mi restituiscono dei brividi unici, forti. Accolgo dentro di me ogni cosa, i miei muscoli vaginali hanno dei potenti e continui spasmi.
Gli uomini ci intimano:” Volevate scopare eh? Vi stiamo accontentando no?” Io fatico a pronunciare anche solo un “si”. Ormai sono sfinita ma desidero ancora proseguire. Credo di lacrimare sotto la benda. Intorno c’è un sacco di gente, ho già percepito dello sperma sulla pelle, più di una volta ma credo che i porci, qui, siano parecchi.
“L’avete ricevuto l’invito? Lo diamo solo a belle donne!” Pronuncia uno di loro con la voce sincopata mentre sta dando colpi di bacino e poi questo continua:” voi siete così sode e bagnate…”
La voce dell’uomo che mi ha adescato ora risuona nitida e cavernosa:” Vediamo se ti piace questo! Vedrai come è grosso!”
Io mi preparo a qualcosa di veramente sublime tendendo i muscoli delle cosce anche se in quella situazione mi è veramente difficile. Purtroppo non mi accade altro. Attendo.
Ad intermittenza ed in ogni posizione mi infilano diversi membri che percepisco ormai con piacere misto a dolore. Ricevo baci, assaggio sapori. Qualcuno mi morde. Mi abbandono all’estasi senza forze.

I gemiti dell’altra donna si sostituiscono ad un urlo. Inizialmente mi eccita, poi mi raggela.
Non la sento più, né ansimare, né mugugnare, né gridare.
Qualcuno ride, altri bisbigliano. Poi uno strano silenzio. Echeggiano soltanto altri colpi e uno schioccare di carne. Nella poca lucidità che conservo sono convinta di non avere più tanta gente attorno, mi pare si siano allontanati tutti, poco più in là.

Ora mi divaricano la bocca, con prepotenza, e mi cacciano in gola qualcosa di rigido, forse una compressa. Non ho altra scelta, la deglutisco.
In sottofondo alcuni flebili rumori si sostituiscono ad un forte ronzio che sembra originarsi nelle mie orecchie. Non percepisco più nulla con precisione, sono stata drogata.
Mi sento sballottare ovunque poi, ad un tratto percepisco un dolore lancinante, fortissimo, proprio là.
E’ come un enorme tubo, freddo, rigido, artificiale… davvero non saprei dire. Sto morendo: è terribile.

Non so quanto ho dormito, tanto, poco… so soltanto che sono qui, intontita, sdraiata e dolorante sul pavimento di casa mia. La vista è annebbiata, cerco di mettere a fuoco. Sono molto agitata!
Provo un dolore terribile ovunque e un gran torcicollo.
Non sarà successo ancora!

Stendo il braccio, cerco a tentoni il telecomando. Dovrò chiedere ad Eleonora il favore di trattenere ancora per qualche giorno la sua chiavetta USB, le dovrò confessare che stavolta non sono riuscita a vedere tutto il suo film porno! Faticherà a credere che mi sia addormentata sul più bello. Cosa mi succede? Non sto bene?
Lavoro troppo in quel bar, sono stanchissima. Mi scappa da ridere, anzi no, piango.
Ma tu guarda che sogno che ho fatto! Ho assolutamente bisogno di ferie.

No, non è un sogno! Perchè indosso il vestito di pelle? Cosa mi succede? Mi fa malissimo tutto. Aiuto, aiuto! Chiamate un ambulanza! MI sentite? Qualcuno mi sente? Non posso muovermi!

Poco più in là  giace a terra una mascherina veneziana stropicciata. Ora si che ricordo! Credo di sentirmi davvero male. Non respiro, mi gira la tes.. … …

(the end.)
Black Lady

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Autore: Lady Nadia

Adoro leggere, scrivere, vendere i libri. Sono libraia da sempre. Prendo spunto da personaggi o fatti del quotidiano e sento l'esigenza di amplificarli e tradurli in racconti o poesie. Mi diverte, è uno sfogo e una passione.

40 thoughts on “(V.M.) LA FESTA IN MASCHERA. (terza ed ultima parte.)”

    1. Si… per farti un bel bagnetto!😊
      Hai capito perchè ero restia a renderli pubblici?
      Bè, li scrissi quando andava di moda l’erotico, anni fa ma con l’intento di personalizzarli col mio adorato noir.
      Una confessione?
      La vuoi?
      Ecco… gran parte delle cose che ho narrato qui NASCONO DALL’OPPOSTO ESATTO DI CIO’ CHE FAREI IO. Mi sono però diverita a immaginrle e a scriverle, non lo nego.
      Immaginare una donna con pensieri del tutto diversi dai miei o un qualunque protagonista di una storia che non la pensi come me, mi aiuta ad essere felice e fiera di ciò che sono ma anche a svagarmi, ad evadere e ad entrare nella testa di un altro/a.
      D’altronde al mondo c’è di tutto credo. Io in alcuni racconti narro di certi comportamenti o perversioni che indicano un disagio profondo e tu sai quanto io ami, come te, parlare di lati oscuri delle persone o di situazioni estreme.
      Il piacere può anche nascere da una fantasia esattamente come una fantasia può uccidere il piacere.
      Mi reputo una persona integerrima ma aperta e moderna, estroversa e sensibile, perciò comprendo anche coloro che non stanno apprezzando questi V.M. e li rispetto e riesco a comprenderli. Tuttavia di tanto in tanto continuerò a postarli, finchè non saranno ternimati.
      Anche questo è un genere di scrittura che, senza essere ipocriti, a volte frutta molto di più che un romanzo di pura narrativa o di certi capolavori.
      Purtroppo forse, ma è così.
      Comunque in altri V.M. c’è anche l’erotico più fine e quello NON NEGO CHE APPARTIENE ANCHE A ME.
      Con te approfitto nell’essere chiara, per tutti coloro che leggeranno qua.
      Ciao!

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  1. Il finale è stupefacente, di quelli che mi piacciono. Il racconto è stato piacevole e scorrevole, dettagliato dove serviva e mai irregolare.
    Brava Lady, applausi per te. Un bacio

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    1. Detesto il nucleare , piuttosto starei senza corrente una vita intera, tornerei alla preistoria, lo giuro. Il problema sarebbe smaltirle veramente queste centrali ormai.
      Comunque apprezzo il paragone, lo apprezzo anzi tantissimo.
      Grazie Newwhitebear!

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  2. Molto brava Lady! Ho apprezzato molto il ritmo e la sottile suspence che hai tenuto viva fino alla fine, laddove un sogno… si rivela non esser tale. O forse sì?
    Mi è piaciuta anche la seconda parte con il flashback che diventa l’ossatura della vicenda nonché del carattere, delle certezze e dei dubbi della protagonista.
    Complimenti. 🙂

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  3. Debolmente sadiano e non lontano da una possibile realtà: più che di una orgia, si potrebbe forse parlare di una violenza, di una violenza eseguita con perfetto stile alla De Sade. Ma i sogni, i sogni non sono poi mai realmente dei sogni, sono invece una cortina di nebbie per illudersi che quel che abbiamo subito (e cercato) non sia realmente accaduto.

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  4. Quando il racconto erotico diventa violenza sadica e morte non riesco ad apprezzare. Resta inteso che la protagonista del racconto può fare le sue scelte, ma devono essere sue,e non credo che una donna possa scegliere di farsi lacerare l’utero da un tubo di ferro per dare piacere a un nugolo di sadici pazzi. Una donna deve avere sempre la libertà di fermare il gioco quando questo diventa pericoloso.
    Lasci aperto il finale, sogno o incubo che sia. Fai bene, Io lo avrei fermato un attimo prima della droga.

    Ciao Nadia, buona notte, alla prossima. 🙂

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    1. Sinceramente… Marirò lo sapevo! Ero certa tu preferissi un altro finale, dolce. Ormai so che non apprezzi i finali duri e violenti senza una “morale” o una “motivazione”.
      Io a volte li termino così sia per personalizzare un racconto che altrimenti, risulterebbe più “anonimo” e contemporaneamente era nelle mie intenzioni potesse fare da “monito” pur essendo “estremo” a qualcuno che in certe situazioni pensa solo al gioco.
      A volte non trovo il bisogno di specificare per forza la mia morale o l’etica, spero che il lettore attraverso il cambio del ritmo, dei termini e della sonorità…ci arrivi da solo.
      Forse l’etichetta di ” erotico” dice che deve per forza finire bene?
      Ciao Marirò! GRAZIE INFINITE!!!

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      1. No, non un finale dolce, durissimo va bene ma spero sempre in un finale dignitoso per la donna. Immaginarla lì legata come un capretto drogata e ridotta in fin di vita mi fa rabbia.si è cacciata lei in quella situazione ok ma …comunque il tuo finale è un bel monito per tante ragazze e ragazzi, questo è vero.
        Buona giornata baci ciao

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