2693 D.C. (parte 7).

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In Eva si avvicendavano una miriade di sensazioni, non riusciva a tenerle sotto controllo, non comprendeva appieno cosa le stesse capitando. La ragione lasciava il posto a qualcosa d’altro, molto più irrazionale, istinti, gioia, entusiasmo, soddisfazione, tanti sentimenti, forse troppi, che non poteva ancora riuscire a distinguere perfettamente.
Adam la osservava, il suo viso illuminato dal bagliore della luna era ancora più bello. Eva pensò che potesse essere soltanto di qualche anno più grande di lei. I suoi capelli ricci e scuri erano lucidi e bellissimi ma ancora di più l’aveva colpita il modo in cui soleva scostarli con la mano nell’inutile tentativo di allontanarli dagli occhi quando la brezza di quella sera li spettinava continuamente in avanti sulla sua fronte alta e lievemente solcata da strane e rare rughe d’espressione.

Adam riprese a parlare con un tono fermo e serio: “Eva, oggi mi hai reso felice e non immagini quanto. Per me è già tantissimo sapere che una parte di persone sia sopravvissuta fino al tuo tempo, inoltre scoprirvi semplici e, nonostante tutto ancora molto simili a noi, è straordinario. C’è dunque ancora speranza, possiamo lavorare tutti insieme per migliorare l’avvenire, il nostro e il vostro futuro. E’ un fatto eccezionale per me, oggi, scoprire che Love Life ha funzionato: questo mi riempie d’orgoglio, di riconoscenza verso chi, prima di me, ha creduto in questo progetto. E’ una gratificazione immensa dopo almeno un ventennio di studi ininterrotti e di duro lavoro al fine di perfezionare la tecnologia di questo sistema. Tu non puoi immaginare le difficoltà che il nostro gruppo di programmazione ha incontrato e, proprio mentre stavamo per riporre ogni speranza… sei arrivata tu! Sai, la situazione attuale del nostro popolo è preoccupante.
Una cerchia ristretta di eletti, gli Illuminati, possiedono da sempre la quasi totalità delle ricchezze del pianeta e ne ritengono l’egemonia politica, hanno manipolato l’informazione mantenendoci nell’ignoranza, hanno causato e programmato nel dettaglio i conflitti tra varie nazioni scatenando anche svariate e fittizie lotte di religione”.
“Cos’è la religione?” Chiese intontita Eva.
“Eva cara, esistono differenti tipi di religione. Religione è sinonimo di credere in qualcosa o qualcuno ed essere convinti che l’uomo e il mondo siano stati creati da un Dio”.
“Ed è così?”
“Io vorrei sperare di si, ma tutt’ora non esiste certezza assoluta. Essere religiosi significa avere fede e avere fede vuol dire essere certi di una presenza Divina anche senza averne le prove, senza nulla di realmente tangibile intendo! Significa riporre una totale fiducia in testi o in credenze tramandate di secolo in secolo per migliaia di anni. Nonostante i progressi tecnologici costanti, nessuno ad oggi può affermare con certezza che dopo la nostra morte l’anima possa persistere e scindersi dalla carne per raggiungere una dimensione differente ed essere religiosi significa questo, credere che il nostro spirito possa sopravvivere per sempre.”
“Un discorso complicato direi!”
“Già!” Rispose Adam rivolgendo uno sguardo pensieroso verso quel paesaggio lacustre che probabilmente sarebbe stato in grado di incantare persino gli abitanti del Nuovo Mondo anche senza l’ausilio di una qualche sostanza “miracolosa”. O almeno quello fu il pensiero di Eva che, a sua volta, si lasciò incantare dai giochi luccicanti della luna sulla superficie di quell’acqua limpida e apparentemente incontaminata.

La distrazione di Eva durò ben poco. Percepì alle sue spalle la presenza di Karl che nel frattempo si era avvicinato. “Eva, perdonami ma tra poco il -Power 7- terminerà il suo effetto e verremo riaspirati dal sistema. Converrà congedarti e, se vorrai, potrai ritornare domani.

“Eva, cosa succede?” Domandò Adam ignaro della presenza di altri saltatori.
“Qui ci sono anche due miei compagni e ci hanno seguito quassù.. Tu davvero non li vedi? Uno è qui, dietro di me! Si chiama Karl.”
“No, io vedo solo te, perché tu sei… almeno credo… Sono quasi convinto che tu sia l’eletta! Ti dovrò spiegare della Leggenda, troppe cose avremo da dirci! Bè a dire il vero mi sarei aspettato un eletto uomo! Scusa sai… Non intendo offenderti ma per ciò che so del progetto di Love Life, ecco… per i compiti che ci aspettano… non mi aspettavo certo di dover contare su una donna. Ecco… bellissima tra l’altro.”
E di nuovo si scostò i capelli, stavolta lentamente.
Eva si immobilizzò. La bellezza era una novità di questo mondo. Prima d’ora non si era mai soffermata a pensare a quanto potesse risultare incantevole un paesaggio o men che meno aveva mai messo in discussione la sua esteriorità . Tutti gli abitanti del Nuovo Mondo possedevano connotati molto simili. Gli interventi pre-nascita sul D.N.A. garantivano anche l’aspetto fisico, e se, col passare degli anni o per qualche piccolo errore fosse stata necessaria una sua revisione, gli interessati dovevano obbligatoriamente sottoporsi ad interventi estetici atti a garantirne l’immagine. Tutto queto veniva accettato da tutti e passivamente come ogni altra imposizione dello Stato. Essere molto simili avrebbe aiutato ad evitare che tra la popolazione potessero scaturire dei confronti, delle invidie o, ancora peggio, un qualche inizio di innamoramento.
Adam le aveva rivolto un complimento che non le apparteneva, non comprendeva. Quel suo aspetto non era certo un merito, era un’imposizione, la normalità sebbene, per ora, in 22 anni della sua vita non le fosse mai stato necessario nessun “ritocco” e, nel suo mondo questo era già di per sé una rarità.
Eva, viceversa, ammirava di Adam proprio la sua imperfezione, i particolari “diversi” del suo viso, trovava lo rendessero intensamente affascinante.
Tuttavia il Power 7 che aveva assunto era probabilmente riuscito a far affiorare in lei qualcosa di innaturale, un certo senso di piacere e di appagamento sintetico che badò a non lsciar trapelare.

“Devo andare. Se vuoi tornerò domani. Alla stessa ora, più o meno, ci possiamo ritrovare qui?
“Scherzi? Dobbiamo. Abbiamo dei compiti importantissimi da portare a termine. Riferisci alla tua gente che noi collaboreremo insieme affinché il futuro del vostro mondo sia migliore. Abbiamo tante cose da dirci e da fare. Tu sola sei il tramite per il successo di questa ardua impresa e tutto questo è semplicemente eccezionale, grazie Eva, grazie di cuore!”
Adam si chinò su di lei e, fissandola negli occhi con sincera commozione le lasciò un bacio sulla guancia. Eva le percepì quelle labbra carnose e tiepide. Fu avvolta da un calore improvviso che le pervase in un secondo tutto il corpo. Non riuscì a comprendere il motivo di quel gesto, si percepì nuovamente confusa. Pensò di non poter spiegarsi quel bisogno di contatto, quel modo buffo di comunicare.
Senza voltarsi si allontanò affiancata da Karl che approfittò per raccontarle che le apparecchiature nel sotterraneo potevano essere programmate permettendo loro di raggiungere rapidamente in tutti i “luoghi energetici” dell’Antico Mondo, circa una ventina sparsi su tutto il territorio e con stesse caratteristiche di Exterstine. Di queste strutture e delle relative coordinate esisteva una “mappatura” che era conservata nelle memorie di Love Life. Exterstine era quindi considerata “la base” delle loro esplorazioni, il luogo primario nel quale sarebbero sempre stati catapultati dal sistema dopo aver intrapreso il salto.
Eva ascoltava frastornata e confusa il discorso di Karl e anche un po’ distratta perchè nella mente conservava l’immagine di Adam. Ripensò al loro incontro, alla poesia mentre il suo cuore inspiegabilmente accelerava i battiti. Poi un formicolio la avvolse e parve sollevarla da terra, anche se Eva percepiva i suoi piedi ben ancorati al suolo. Fu come se tutto ciò che la circondava si muovesse insieme a lei o qualcosa del genere. Piano piano fu avvolta dal buio totale e, quando un po’ intontita poté nuovamente osservare qualcosa, con stupore si ritrovò nella sala circolare di Love Life, accanto ad altre persone e a Karl, erano tornati nel loro tempo.
Ricordava ogni cosa, ogni particolare tuttavia si percepiva come svuotata da tutte le belle sensazioni che era riuscita a provare.
Ai saltatori fu servita una capsula arancione, Eva domandò a Karl cosa fosse.
“Non temere! Serve a ricaricarci di energie e ripristina la nostra sinapsi. Non riusciremmo a sopravvivere a lungo senza dormire. In pratica è un sostituto del sonno!”
Eva la sistemò in bocca e la deglutì fiduciosa, senza controbattere. Era tornata da pochissimi secondi e già aveva perso la voglia di parlare.

I ragazzi sgattaiolarono fuori sul finir della notte, nel grigio della loro città, con le mani in tasca stringendo tra le dita il “cubetto” per mantenere alla larga gli occhi indiscreti dei droni che avrebbero altrimenti lanciato l’allarme.
Eva provò una specie di senso di insoddisfazione notando per la prima volta che il suo mondo era e composto da cemento, soltanto cemento e pochissimo altro.
Karl insistette per accompagnarla fino al suo modulo abitativo ed Eva, stranamente, in qualche modo glielo permise.
“Allora a dopo!” Karl le rivolse entusiasta il suo saluto al quale Eva non tentò di rispondere e quasi saltellando, sparì dietro ad un altro edificio sull’angolo.
Tra poche ore il loro Smart Watch, che nel frattempo aveva ripreso il suo corretto funzionamento, gli avrebbe indicato l’inizio di una “nuova” giornata lavorativa.
Eva si voltò a testa bassa limitandosi a salire sull’ascensore e, una volta rientrata nel suo modulo assunse qualche pastiglia alimentare e rimase in piedi, ben ritta davanti alla finestra ad immaginare come sarebbe stato poter osservare anche da lì un cielo così azzurro da lasciare senza fiato.

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Autore: Lady Nadia

Adoro leggere, scrivere, vendere i libri. Sono libraia da sempre. Prendo spunto da personaggi o fatti del quotidiano e sento l'esigenza di amplificarli e tradurli in racconti o poesie. Mi diverte, è uno sfogo e una passione.

15 thoughts on “2693 D.C. (parte 7).”

  1. Se anche il ricordo di un’emozione è un’emozione… allora forse Eva potrà essere una nuova Eva anche senza Power 7…
    Davvero brava, ci porti nella mente di Eva, confusa da cambiamenti che mai avrebbe potuto immaginare. Sarà all’altezza del suo ruolo? Dopotutto si aspettavano un uomo ahahah (Ma insomma, Adam, sono cose da dire? 😀 )
    Ogni bene!

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