PARIGI, 1783.

20180805_085007

Nell’accomodarsi seduto e bene al caldo vide dentro al camino, che quasi andandovi troppo vicino potea prender fuoco, due scintille salir su come fossero delle stelle. Gli era presto soggiunto un pensiero, ma meglio domandar aiuto a un tale le cui mani sapevano arrivar dove non arrivava la vista degli altri.
Il desio di una tale impresa gli turbò a lungo il sonno, e lo stesso capitò al fratello, fino a che, un dì, dopo un gran baleno, scoppiò d’improvviso il tuono. Fu allora che tutto divenne chiaro, e, infatti, con uno strano disegno in mano, i due decisero di presentarsi umili a quel cospetto.
Trovato che fu monsieur De Bois e mostrata l’idea, si convinsero ch’egli li pensò dei pazzi, ma Joseph lo rassicurò: “Volerà, lo prometto, e Voi verrete ripagato per l’impegno!”.
Andò così: che la macchina volante riuscì a funzionare davvero, e Parigi, per intero, rimase col fiato sospeso e col naso in aria nel veder pascolar sopra le nuvole un’ oca, un gallo, e pure una pecora, proprio sotto un enorme pallone.
Indi, da quel dì, tutto parve esser diventato possibile, come ogni lor più strambo e più ardito sogno.

Annunci

Autore: Lady Nadia

Adoro leggere, scrivere, vendere i libri. Sono libraia da sempre. Prendo spunto da personaggi o fatti del quotidiano e sento l'esigenza di amplificarli e tradurli in racconti o poesie. Mi diverte, è uno sfogo e una passione.

26 pensieri riguardo “PARIGI, 1783.”

  1. Racconto breve, scritto in un italiano forbito che oggi – peccato! – non va più di moda, questo perché gli italiani, purtroppo, hanno perso l’abitudine al bello stile, ma sopratutto perché leggono poco e parlano male. Dopo questa parentesi, il racconto rispecchia sogni e ambizioni di tanti, sul finire del 1700. La Rivoluzione Francese aveva dato un nuovo slancio agli animi di un po’ tutti, e questo permise, per via di un clima di ritrovato ottimismo, ad Annonay da Joseph-Michel e Jacques-Étienne Montgolfier di far volare la prima mongolfiera, seppur in maniera vincolata: a bordo lo scienziato Jean-François Pilâtre de Rozier, Jean-Baptiste Réveillon e Giroud de Villette. Il primo volo libero, senza equipaggio, avvenne circa un mese dopo, come ben saprai.
    Va da sé che qui hai giocato, giustamente, anche di fantasia: scopo della Letteratura è difatti quello di mischiare realtà e finzione, ché diversamente avremmo lavori o cerebrali o da fuori di testa. Anche il fantasy, checché se ne dica, per dar corpo alla sua mitopoiesi, non può fare a meno di attingere dalla realtà.
    Il volo, il sogno di volare è antico, si può dire che sia nato con l’uomo. E qui potremmo dire, per un tempo non poco lungo, di Icaro e della sua triste fine, e spingerci fino a scomodare Freud ma non prima d’aver scomodato decine di altri nomi illustri, e della mitologia e della scienza; a ogni modo credo sia meglio fermarsi qui e dire, in ultimo, che la tua fantasia, Nadia, è qualcosa di prezioso. Coltivala, continua a coltivarla.

    Piace a 2 people

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...