SILENZIO!

Silenzio. Vuoto tra parole. Buco nero temporale spaziale ove vagano infinite spirali roteanti di pensieri. Frasi sospese come ellissi e voli pindarici dell’immaginazione. Ciò che non è detto è sottointeso, è coda di luce, come una stella che brilla nel cielo nero anche quando si è spenta. I silenzi bruciano, o leniscono. I silenzi hanno specifiche coordinate. Sono incognite da ricercare e da incasellare dentro le percezioni: sudoku di conti fatti, rebus di immagini, enigmistiche da risolvere tramite definizioni. E non basta la punteggiatura per originare un vero silenzio: un punto fermo non è sempre una fine; un’elisione d’apostrofo è una lacrima; una virgola è il disegno di mezzo sorriso storto o distorto. Il silenzio grida, grida una propria specifica. Silenzio inghiottito dallo sciabordio delle onde sulla battigia, o infrante sugli scogli. Silenzi in un baccano qualunque, anche nel caos delle città. Silenzi dentro le case, che poi spingono per scappare via, dalle fessure delle finestre, da sotto le porte chiuse.  Pause. Pensieri. Meditazioni. Riflessioni. Contatto. Sensazioni. Riposo.  Silenzi che gelano, o che scaldano mente, anima e cuore. Questo è silenzio, voluto o non voluto, ricercato o tenuto nascosto. È pieno di cose rumorose il silenzio. Pieno di noi, di ciò che abbiamo, di ciò che manca. È saturo di ricordi, di sogni, di nostalgica malinconia, di speranze, e, talvolta, persino di allegria. Ma è falso. È finto il silenzio. Tutto suona, grida, stride, e palpita, sempre, dentro e fuori. Il ronzio di una mosca stordisce in una stanza vuota. Ulula il sibilo del vento, martella il tic tac di un orologio come il battito del cuore. Sussurra il respiro, e confessa un sospiro. Finché c’è vita non c’è silenzio che tiene e che regge. Se non ha forma, né suono, e nemmeno una sua dimensione, esisterà davvero questo silenzio?                                         

Autore: Nadia Fagiolo

Adoro leggere, scrivere, vendere i libri. Sono libraia da sempre. Prendo spunto da personaggi o fatti del quotidiano e sento l'esigenza di amplificarli e tradurli in racconti o poesie. Mi diverte, è uno sfogo e una passione.

11 pensieri riguardo “SILENZIO!”

  1. Molto bello questo, mi piace. Si sente quando scrivi con passione, le parole le incastoni meglio, sono necessarie e ne viene fuori un bel suono. Scrivi sempre così, lascia perdere la scrittura creativa la tua deve essere scrittura emotiva. 🙂

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    1. Dici? Io adoro inventare! Però ho tanto materiale simile da sistemare, e ogni tanto mi viene in mente qualcosa che preferisco scrivere e tenere per me. Valuterò il tuo consiglio, tutt’al più alternerò i generi. Buona domenica, caro Rodixior. Grazie.

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