IL GENIO DELLA BOTTIGLIA (Una favoletta piccola piccola).

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Mentre i suoi simili lottavano e si contrastavano l’un l’altro nel vano tentativo di raggiungere quel liquido profumato e appetitoso, lui, ben conscio della presenza di un vetro, cominciò la risalita. Osservandolo come sospeso nel vuoto, tutti avevano creduto fosse capace di volare. Era invece intento a inerpicarsi lungo la superficie trasparente e perpendicolare, diventata oltremodo insidiosa per via dei colpi che, senza alcuna tregua, le venivano inferti al suolo.
Lo scaltro Bombus raggiunse con fatica la sommità della bottiglia. Da lassù tutti apparivano più piccoli, e anche più stupidi.
Si gongolò e poi si inarcò, dando l’ultima spinta necessaria a oltrepassarne, giunto sulla cima, la fessura circolare. Ormai a un niente dall’agognato pranzetto, fu rapito da un profumo inebriante. Si distrasse e mollò la presa, precipitando in caduta libera. Fece un bel tuffo nel liquido, tuttavia riuscì subito a riemergere. Si diede quindi da fare: bevve a lungo, con ingordigia. Gli altri bruchetti, ammucchiati a ridosso del vetro, lo osservarono invidiosi.
Solo quando la pancia fu sul punto di scoppiargli, il furbo golosone si persuase a risalire. Il suo corpicino era divenuto troppo pesante, le zampette bagnate non avevano più presa. Si udì un rutto roboante, seguito da un ultimo flebile respiro, e quando annegò Bombus fu compatito da tutti.

PROSIT!

Autore: Nadia Fagiolo

Adoro leggere, scrivere, vendere i libri. Sono libraia da sempre. Prendo spunto da personaggi o fatti del quotidiano e sento l'esigenza di amplificarli e tradurli in racconti o poesie. Mi diverte, è uno sfogo e una passione.

17 pensieri riguardo “IL GENIO DELLA BOTTIGLIA (Una favoletta piccola piccola).”

  1. Povero Bombus! Era poi uno spirito napoleonico in un corpo inadatto, quello di un bruco. Chissà che pensava di conquistare, fatto sta che ha fatto la fine che ha fatto. La sua colpa, se di colpa si può parlare, fu l’ingordigia o il fatto d’aver avuto in sorte un corpicino fragile, inadatto ad affrontare la maggior parte di quelle imprese che un po’ tutti, uomini e animali, a loro modo sognano? Ecco, questa domanda come un tarlo è ormai dentro alla nostra mente, e non sarà possibile scacciarla con tanta facilità: qualunque risposta riusciremo a formulare, temo non ci soddisferà appieno.
    Una favoletta davvero ben scritta che fa pensare e divertire il lettore.

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