CARICATURA😄.

Caricatura della sottoscritta 🤣.

In occasione del mio compleanno ho ricevuto dal bravissimo Riccardo Lensky questo graditissimo dono .

Ho riso a crepapelle, mi sono commossa, e infine mi sono sentita onorata del trafiletto che mi è stato dedicato e che accompagna questa simpaticissima caricatura:

“La libraia incallita, non solo ti sa consigliare cosa leggere ma, finchè l’erba cresce ti mette sul piatto anche dei suoi racconti che ti fanno sognare… Campacavallo!”.

Il Covid mi ha rallentato, ma farò di tutto per riprendere il mio vecchio ritmo. A prestissimo!

Auguro a tutti un anno dannatamente felice. Ciao!

QUANTO È PROFONDO IL CIELO?

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(Foto mia).

Quanto è profondo il cielo?

Conosco un posto dove si posano le nuvole, sembra fuori dal mondo, eppure è vicinissimo a casa mia.

Se il cielo cadesse giù, resteremmo con i piedi per terra e il naso per aria, ma se cedesse la terra sotto ai nostri piedi, di certo non cadremmo dalle nuvole.

Cieli interminabili stanno sopra tutti, soprattutto quando tutti sono giù.

Nuvole di pensieri escono muti dalle bocche, vignette vuote nè scritte nè dette, ma troppo spesso si parla a vanvera.

Non si possono osservare le nuvole nelle notti buie, e nemmeno nei tempi morti.

Quella che nel cielo sembra una fantastica nuvola, sulla terra è soltanto un po’ di nebbia.

È sconveniente tenere la testa tra le nuvole: è troppo umido, e poi non si vede un tubo.

È meglio un pugno di nuvole o un pugno di mosche?

Le nuvole non si possono toccare, il fondo sì.
E io l’ho appena fatto😂😂😂.

IN VINO VERITAS.

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La verità attraversa sempre tre fasi.
Dapprima viene ridicolizzata.
Poi violentemente contrastata.
Infine accettata come una cosa ovvia.
(Schopenhauer).

La verità: quante volte ci ha dato da pensare? Era scomoda, oppure avrebbe potuto ferire (o ferirci), o anche ci è capitato di averla confessata, magari ottenendo la perdita di una amicizia. Potremmo persino averla celata, maturando la convinzione che il compito infausto di rivelarla non dovesse competere a noi.
Per contro, una verità taciuta acquisisce col tempo il potere di riuscire a trasformarsi in un terribile e temibile segreto.

Ma cos’è una verità? Esiste la verità assoluta e inconfutabile, oppure la nostra verità potrebbe anche differire da una altrui verità?

Si è sempre propensi a considerare come reale quello che esiste, ciò che pare più certo, quello che sperimentiamo o che siamo in grado di toccare con mano, perché visibile o tangibile. Ma se la realtà si potesse spingere anche ben oltre la nostra percezione, a un livello subconscio profondo poichè immateriale?
Anche il surreale, quando plausibile e giustificabile, potrebbe risultare null’altro che una mera realtà supposta.
Dunque miei cari, proprio in forza di queste riflessioni è possibile credere a differenti sfumature di verità, ritenendo quest’ultima mutevole, soggettiva, oppure relativa a un punto di vista. In conclusione è lecito pensare a talune innocenti bugie come a delle “quasi verità”, a delle probabili verità alternative.
(Lady Nadia).

Ciao. Evviva la sincerità, sempre!😊😊😊

DELIRI POST NATALIZI DI UNA LIBRAIA ESAURITA.

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Mi son detta: MO’R’ESCO (O, mo’ RIESCO?). Io abito vicino al lago del SERINO.
Con tutta LAGIOIA ridevo per STRADA e, al VOLO, sono stata punta da una VESPA: che MALVALDI, GADDA!
Poi, nel BOSCO, mi è venuta voglia di mangiarmi un bel MARRONE, ma, ormai, erano rimasti solo i RICCI.
Allora ho trovato due AMMANITI e un tizio CALVINO mi ha gridato: “Non toccarli, son velenosi, va via che te CREPET!”.
Gli ho fatto un PENNACCHI e l’ho mandato a fan CULICCHIA e pure a quel PAVESE.
Poi mi son detta: devo staccare LA SPINA, son troppo SVAMPA.
Stavo tornando indietro, c’eran dei BUSI, son caduta e mi son fatta dei MORELLI.
Al è mei che WU MING in gir.
Son tornata a casa, ho preparato dei FIOCCHI D’AVENIA e mi son vista fin troppo MAGRIS. Mi è venuto pure il mal di PANSA.
Vi confesso che, per DAVERIO, mi son bevuta anche una CORONA.
Poi ho dormito BENNI. E…sì, se son stanca RUSSO!
E voi, voi andate al PIPERNO. Odio gli SGARBI.
E adesso tutti SCIASCIA, mi BARICCO qui e non voglio più sentire nemmeno l’ECO di una MOSCA. E… CAMILLERATEVI, che la vita è un TRAVAGLIO!

ATTIMO D’ECLISSE.

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 Ascolta…

Per il mare, per i suoi luccichii e il moto delle sue onde, per i colori che vi si riflettono all’alba e al tramonto, per la vita e ogni movimento che scivola sulla sua superficie, e per le sue immense profondità buie, nascoste, insidiose, anche inesplorate e custodi di misteriosi relitti.
Se il mare fosse privo di abissi sarebbe come una grande pozzanghera e la limpidezza e gli sfavillii sparirebbero nel fango.

Per i ripidi pendii della montagna, per il lato che è esposto alla luce, per i colori caldi e anche per quella metà che resta avvolta dall’ombra.
Se le vette fossero illuminate per intero, perderebbero ogni loro chiaroscuro risultando prive di dimensione.

Per un albero, per la sua fronda rigogliosa d’estate e rinsecchita o addormentata in inverno, per quelle sue imperfette protuberanze che si fanno strada attraversando la terra.
Senza radici non esisterebbe nessun albero, nessun frutto, nessun fiore.

Per il pezzo di mondo che ci è dato di conoscere e nel quale sappiamo come non perderci, per i luoghi che invece immaginiamo e che forse resteranno irraggiungibili.
Se non ci fossero luoghi lontani e sconosciuti dove mai crederemmo di poter fuggire?

Per ciò che siamo, per ciò che tutti vedono di noi e viceversa, per tutti i segreti che sappiamo nascondere dentro di noi.
Se fossimo completamente trasparenti risulteremmo invisibili e quindi saremmo soli.

Per il sole e per la luna, per il giorno e per la notte, per il bianco e per il nero, per il cielo e la terra, Mercurio e Plutone, il passato e il futuro, i desideri e la realtà, il Re e lo schiavo, il buono e il cattivo, il bello e il brutto, la gioia e la tristezza, la libertà e la prigionia, il bene e il male, l’obiettivo e l’imprevisto, la musica e lo stridere, il silenzio e un grido, il riso e il pianto, la calma e il terrore, il paradiso e l’inferno, la ricchezza e la povertà, la pace e la guerra, la speranza e la delusione, l’inizio e la fine, il salto e la caduta.

Nulla si può contro la natura.

ECLISSE.

In questo attimo sono sovrapposti e le metà diventano intero.
I colori negativi e positivi, insieme.
Ora tutto è luce oppure tutto è tenebra: è una rivelazione.
Un’eclisse, uno spettacolo di indescrivibile bellezza.

E in un’eclisse c’è la confusione.

Nel “Solelunio” non c’è giorno, non c’è notte. Non esiste bianco e neppure nero, tutto è posseduto da un unico tono di grigio. E come stando a testa in giù, cielo e terra si capovolgono, scambiandosi. In quell’attimo Mercurio diventa di ghiaccio e Plutone brucia nel fuoco. Passato e futuro si azzerano nel presente, si spengono i desideri si accende il momento. Lo schiavo comanda il Re, il Re adora lo schiavo; il cattivo diventa un po’ buono, il buono è anche cattivo; il bello e il brutto si fondono nell’indifferenza.
Non esiste più nessuna vera gioia perchè manca la tristezza; non c’è nessuna libertà senza esser stati mai prigionieri. Il bene abbraccia il male, che contagia il bene. Si anela un imprevisto mentre si grida in silenzio.
Si piange e si ride senza sapere il motivo e non si teme più nulla.
Nessuno è in grado di giudicare le azioni, c’è pace per una delusione e speranza di una guerra; non c’è mai una fine, ma nemmeno un inizio: soltanto un breve interminabile durante, senza nessuno sbaglio, senza ragione .

Un principio di apocalisse.

Il sole d’oro si sta spegnendo e la luna d’argento si sta sciogliendo.
Forse è un bacio.
Sono fermi. Fermi ad aspettare che tutto possa finire.

E per fortuna, tutto ciò dura un attimo appena.
Il resto è pena.

Di nuovo sole e di nuovo luna.

Si donano un saluto. Occorre conservare la libertà di immaginare, e la forza di credere.
Che vivano il desiderio e il sogno, commozione, gioia, rassegnazione, nostalgia, rispetto, tristezza, malinconia, solitudine, emozione, resilienza.
AMORE, senza fine.

Ogni cosa pian piano ritorna al suo posto tra bagliori e raggi di vita e turbinio di colori meravigliosi.
Il sole carezza la luna, la luna lo accoglie colmandosi della sua luce.
Ecco, è gravida d’amore e lo rilascia al mondo intero, anche all’universo.

Che sia un felice giorno e una serena notte, per tutti.

E la realtà è che siamo fatti di attimi. Di atomi, di materia. Di energia, di spirito e anche di anima.

Noi siamo.
Siamo tutto, ma sempre a metà.
Splendenti metà.

Il mio giardino.

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I merli si poggiano incerti e oscillano sui rami dell’ agrifoglio. Schiudono i loro becchi per rubare le tonde bacche mature, così tanto rosse da sembrare quasi finte.
Alcuni alberi scuri e spogli del mio giardino si stagliano aperti, in controluce, nel cielo terso e sereno quasi a volerlo sostenere. Un venticello mi solletica il naso e l’erba dorme il suo consueto letargo, umida e corta, dondolando cullata da un imprevisto tepore. La neve non l’ha ancora avvolta nella sua gelida coperta, al contrario l’aria pare piuttosto primaverile e il sole ospita tra i suoi fasci dorati e luminosi svariati voli, leggeri passaggi spensierati di insetti e altri giocosi uccelli e persino di una farfalla che, forse, ha sbagliato stagione.
La felce accanto al muro è rinsecchita tra il poco muschio, fine. Tuttavia i cespugli di rose offrono soltanto fusti mozzi e spini.
L’abete ha conservato la maggior parte dei suoi aghi e qualcuno ha pensato di addobbarlo a festa con ghirlande di fili elettrici che di sera si trasformano in lucciole vanitose e sfavillanti che pretendono attenzioni.
I bambini sono stranamente silenziosi, nelle proprie case, persi nei giochi o con le teste chine dentro ai libri, o piuttosto tra i loro ingenui sogni.
Profumi buoni di cibo sgattaiolano dalle fessure delle finestre decorate da strati vaporosi di condense.
Ecco che qui, ove tutto tace compresa la provinciale, oggi mi giungono chiare le campane e ora, forse per la prima volta, percepisco lo spirito del Natale: proprio adesso che tutto è finito.
Osservo i grossi sacchi dell’immondizia gonfi e tirati, trasparenti e abbandonati al ciglio della strada subito accanto al cancellone di ferro battuto e contenenti carte variopinte accartocciate e nastri arricciati di ogni colore.
Ogni giorno ci dona qualcosa che il domani renderà ricordo. Qualcosa che non ha forma, non ha incarto e mai sarà da buttare. Qualcosa che nessuno potrà portare via. Qualcosa che diverrà parte di noi.
Vita, si chiama vita.

Rapidamente svanisce ogni nota di malinconia.
Mi sento felice e pronta ad accogliere il nuovo anno.
Torno in casa richiudendo piano la porta-finestra mentre osservo il mio volto riflesso nel vetro. Sorride.

RIFLESSIONE.

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Devo assolutamente godermi appieno questo periodo di studio e di lavorazione del mio primo romanzo perchè, fino al giorno in cui verrà pubblicato (chissà quando…😉), sarò totalmente libera di sognare che la mia scrittura conservi speranze di poter esser resa immortale.
(Ah ah ah!😊)

UDITE,UDITE! NOVITÀ V.M.

A brevissimo, ( a giorni direi ) il blog ripartirà a pieno ritmo con una novità.

MOLTO SPESSO, TRA I VARI ARTICOLI PUBBLICATI, NE POSTERÒ ALCUNI PRECEDUTI DALLA SEGUENTE SIGLA: “V.M.”

In realtà conservo tra le mie scartoffie e da anni diverso materiale in buono stato e soltanto da revisionare, inerente al racconto erotico.

Ho detto EROTICO nel vero senso della parola, non pesante, non pornografico.

Allora siete avvisati! Attenti ai post V.M.!😊

E soprattutto sia chiaro: TUTTO INVENTATO, NULLA DI AUTOBIOGRAFICO. Solo frutti di una viva fantasia che nella vita SERVE SEMPRE.

CIAO A TUTTI!

(Fatemi un “in bocca al lupo”, mi sono decisa a renderli pubblici solo da qualche breve tempo. A qualche amica sono già piaciuti. Aggiungo una nuova categoria ok?😊)